aprile 2010

La rivista per il blogger, fatta dal blogger
by Solindue

© arthur
La pubblicità è una forma di comunicazione utilizzata per influenzare le scelte degli individui in relazione al consumo e dunque all’acquisto di beni (o all’utilizzo di servizi). Il primo annuncio pubblicitario si fa risalire al 1630 e apparve su un giornale dell’epoca: si trattava di una semplice inserzione che richiamava il nome del prodotto. Ma è nella prima metà dell’ottocento, di pari passo con lo sviluppo della rivoluzione industriale e del consumismo che iniziò ad imporsi il modello pubblicitario come lo intendiamo noi.
Il ventaglio fu introdotto in Francia da Caterina De’ Medici a metà del ‘500 e si trasformò in uno strumento di comunicazione proprio attorno al 1800, grazie ad alcuni fabbricanti di ventagli che, appunto a scopo pubblicitario, codificarono un vero e proprio linguaggio, costituito dai principali gesti (sventolarlo, muoverlo, lanciarlo) al fine di aumentarne le vendite.
by Koalanation
Leggere .
Spaparanzati al sole comodamente adagiati su un lettino o dolorosamente accartocciati su uno scoglio .
Leggere .
Tomoni infinitamente seri o giornaletti assatanati di gossip.
Leggere.
Godendosi l’armonioso canto delle onde o assordandosi con l’heavy metal nelle orecchie.continua a leggere »
Secondo i più recenti dati dell’AIE (http://www.aie.it/), i lettori italiani di almeno un libro sono circa 24 milioni (il 40% dei nostri connazionali).
Poco meno della metà il 47,7% non legge più di tre libri l’anno, solo il 13,2% ne legge almeno uno al mese.
In altri termini il 60% degli italiani non legge neppure un libro all’anno.
14 Aprile 2010
“Non ho mai amato scrivere.”
E’ accolto con questa premessa chi, leggendo la pagina dell’about (io), va a visitare il blog di Morena Fanti, dove lei si descrive o forse è meglio dire, dove lei descrive ciò che non avrebbe voluto essere e che poi è diventata.
by Solindue
Riflettevo su come i sogni si realizzino in modi inaspettati. Da bambina desideravo lo scoppio di una guerra così da potermi arruolare come soldato e combattere per il mio Paese. Essere un pendolare in questa città era come essere parte di un esercito. Uomini e donne camminavano in questa città con sguardi decisi, concentrati. Maria diceva che i treni locali le ricordavano quegli slogan che sentivamo nel nostro college giù al sud. “Lavoratori di tutto il mondo unitevi.” Noi ci univamo nel treno.
by Kate
Perché proprio questo libro?
Perché leggendolo l’ho trovato affascinante, coinvolgente, diversissimo dai libri che leggo, profondo e originale, qualcosa che attraverso le favole di sempre da una visione emotivamente completa e complessa di quello che noi donne siamo capaci non solo di fare, ma anche di provare e di trasmettere.
Un libro veramente unico per tutte quelle donne che corrono con i lupi ogni giorno della loro vita, e per molti uomini che hanno il coraggio di viverci senza fuggire ma capendone la bellezza e la forza.
by Arthur
La domanda che ci si pone, nel momento in cui si decide di metter su casa non è tanto al tipo di ambientazione più adatta, in quanto appartenente al nostro modo di essere o di esistere, ma su cosa mettere in una stanza anziché in un’altra, su quale mobile o suppellettile acquistare e, sempre più spesso, finiamo con lo scontrarci con delle situazioni per nulla convergenti.
by Koalanation
” Anna era tornata dal fare la spesa , il 7 Ottobre 2006
Era il cinquantaquattresimo compleanno del presidente Vladimir Putin e quella morte sembra un regalo
La sua parola non poteva essere fermata che così. Solo in quel modo c’erano riusciti : con le pallottole.”
(da Chi scrive muore – La bellezza e l’Inferno – Roberto Saviano)
Happy Family:
Gabriele Salvatores colpisce ancora
E’ stato quando si sono abbassate le luci che ho capito che il pop corn XL non sarebbe mai bastato per i trailer iniziali. E’ un buon inizio. Una calda aspettativa crea in me un senso di vuoto allo stomaco che va riempito in fretta e con foga. Ecco i titoli di apertura. La musica allegra promette un film frizzante ed ironico.
by Folletta
Notte alta, notte di pioggia sottile, notte in cui il sonno tarda a venire. Mi sento un animale ferito, meglio uscire dalla gabbia ed inoltrarmi per le strade della mia città, forse due passi mi ridaranno la dimensione del mio io. Passo davanti alla camera da letto di mia figlia, dorme di un sonno profondo, una carezza sul viso, mugugna appena e si gira dall’altra parte.
Non prendo l’ombrello, non serve, l’asfalto lucido incontra i miei passi, uno dietro l’altro, solo la voglia di respirare lontano dalla mia mente, tiro su il cappuccio, ma il viso resta sempre bagnato, una pioggia violenta che mi viene da dentro e non riesco a fermare.
by Luce
La primavera alle porte, con le sue giornate piene di sorrisi. La natura si veste a festa e con i suoi colori rallegra i nostri pensieri. Nei nostri cuori voglia di un amore forte e rinvigorente, magari realtà, magari solo un sogno.
Amo la primavera come momento di crescita energetica, come passaggio dal mio amato e melanconico inverno, avvolto in un manto di nebbia, all’esuberante e rinvigorente estate. Amo la primavera come nuvoletta di meditazione prima di immergerci nel caldo e nel vigore dell’estate. Amo la poesia come espressione più intima e potente dell’anima umana…
by Riccardo
Ciao a tutte ed a tutti!
Per me, la musica ed i libri sono una bella coppia: la grande musica racconta una storia; la vera letteratura è musicale.
Nel ‘700, il pittore inglese William Hogarth vedeva un collegamento tra pittura, musica e letteratura; forse, oggi il posto della pittura potrebbe essere preso dal cinema.
Eccoci comunque al legame tra certi libri e certa musica; la bella coppia, no?
by Fabio Melis
Qualche anno fa’ sono andato anch’io alla Sagra di Sant’Efisio. Mancavo da molto e avevo il desiderio di realizzare un bel reportage fotografico. Il sole, di tanto in tanto, si nascondeva fra le nubi suscitando il timore che, alla fine della festa, si potesse tornare tutti a casa con gli abiti inzuppati dalla pioggia.
L’altra sera, ho visto un bel film e ad un certo punto, la protagonista dice ad un suo amico una cosa bellissima, che al momento mi era piaciuta e basta, ma poi ripensandoci, l’ho trovata così vera e al tempo stesso così improbabile che per tutta la sera non sono riuscito a togliermela dalla testa.
La frase, più o meno, diceva così: accetta quello che c’è di buono…