Il signor Blogaventura

La sagra di Sant’Efisio

by Fabio Melis

Qualche anno fa’ sono andato anch’io alla Sagra di Sant’Efisio. Mancavo da molto e avevo il desiderio di realizzare un bel reportage fotografico. Il sole, di tanto in tanto, si nascondeva fra le nubi suscitando il timore che, alla fine della festa, si potesse tornare tutti a casa con gli abiti inzuppati dalla pioggia.

 Però, “su protettori poderosu de Sardinia speziali, Efis martiri gloriosu” ha fatto il miracolo e il vento ha allontanato quelle nuvole minacciose che si addensavano sempre più sulla moltitudine di turisti e fedeli accorsi a Cagliari per l’occasione. – E’ la giornata più solenne di Cagliari – sostiene il Canonico Giovanni Spano, nella sua guida della città pubblicata nel 1861 – ed è una festa vera, popolare, intervenendovi gli abitanti del Campidano e di altri lontani villaggi. Questa festa ebbe origine dalla peste sviluppata in Sardegna nel 1652, e durata sino al 1653, cessata in Cagliari mediante l’intercessione del Santo: il Municipio Cagliaritano fece voto di portare annualmente a Pula il simulacro del Santo per celebrare la festa del tre di maggio ( nota bene: il corteo si muove da Cagliari con una grande processione il primo maggio) Il vicerè destinava un Consigliere di città per sopravvedere alla festa nella qualità di Alternos. Oggi il Municipio vi manda un Consigliere come delegato. Questo nell’andata a Pula e nel dopopranzo del quattro accompagna il Santo unitamente al Guardiano capo della Confraternita coi molti altri confratelli tutti a cavallo. - 

Quel che colpisce sono i ritmi della sagra. Si osserva un crescendo di misticismo e sacralità e, a mano a mano che la processione avanza, il colore e l’allegria dei canti si rendono più discreti e cedono il passo alla devota preghiera dei membri delle confraternite. A mezzogiorno suonano le campane e la gioia esplode quando il cocchio dorato di Sant’Efisio, trainato da un giogo di buoi, fa la sua apparizione. Avanza piano fra la folla che inizia a defluire e, mentre il carro si allontana ripenso ai tempi della mia infanzia: ore d’attesa sotto il sole cocente, costumi variopinti, la speranza di ricevere un dolce dalle signore sedute sulle “traccas” (i carri adornati e trainati dai buoi) e i fuochi d’artificio alla sera. In età adulta rimane il mistero dell’antichità, il senso della tradizione che si rinnova, la primavera avanzata e quel caldo sole che  ci fa già sognare l’estate. 

3 commenti to “Il signor Blogaventura”

  1. Wow…. molto bella non la conoscevo questa sagra!

  2. Quello che mi piace di questi tuoi racconti, caro Fabio, è che con poche pennellate riesci a descrivere l’atomsfera di una festa e renderci partecipi, senza contare che i tuoi scatti, sono veramente molto belli.

    Hai l’anima del reporter. ;)

    Complimenti!

  3. Caro Arthur io sono molto distratto e non mi ero accorto sino a pochi secondi fa’ che c’erano dei commenti. Sono in ritardo , lo so, sta per uscire il nuovo numero di Best Magazine e io voglio ringraziarti. Per me queste tue parole sono un grande incoraggiamento… so di dover migliorare ancora tanto. Un abbraccio e, a prestissimo, Fabio

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