by Semprevento

Buongiorno AMORE.
Stamani mi son svegliata con quel senso di te.
Come tu fossi il senso della mia vita.
E da giorni mi viene in mente lo stesso ricordo di bimba.
Una domenica come tante,erano gli anni 70.
Babbo mi portò al mare e all’epoca quel nostro mare
era diverso. Più azzurro, più libero, più profumato.
La sabbia aveva il suo colore vero e potevi starci a sedere.
Oggi quel lido sta trasformandosi in un bel porto.
Quei retoni sono scomparsi, la foce ormai ha perso il suo
fascino e la magia. Vedere il fiume congiungersi col mare fa venire
in mente due corpi che si amano. Era bellissimo per me quello spettacolo.
E te , babbo, eri ancora forte.
Quel giorno estivo di una domenica qualunque,
alle 10.30 mi dicesti -Vai, fai il bagno. Io ti guardo -.
Ed io col mio costumino di spugna rosa e il corpo esile
mi lanciai senza esitazione. Mi piaceva andare sott’acqua
con gli occhi aperti, volevo vedere qualche pesciolino.
Quella volta però vidi sopra di me un’ombra, non era un pesce,
era un canotto che a me pareva tanto grande, una balena.
Provai a spingerlo con la testa ma non si muoveva… provai con le mani
a sollevarlo ma era pesante, troppo per me.
E intanto l’aria mi mancava…e intanto iniziavo ad avere paura…
Pensai – adesso muoio affogata-.
Continuai a cercare una via d’uscita, ma ovunque mi girassi vedevo
quell’enorme ombra su di me.
L’aria era finita e a quel punto, non me lo sono mai spiegato,
non ebbi più paura. Sentii che potevo andare oltre,che era bello così.
Che tutto stava diventando leggero, leggero.
Nessun rumore, nessun battito. Eppure prima lo sentivo il cuore.
Furono attimi…furono, non ricordo bene cosa, ma la paura
non era la costante. La costante era la leggerezza, la non fatica.
La resa bellissima e amorevole ad una sensazione straordinaria.
Nella mente di una bambina che cosa può succedere davanti alla morte?
A me parve una magia.
Ma proprio in quel momento,l’ombra si spostò e a me apparve il raggio di sole.
Uscii fuori e respirai convulsamente, tossii, l’acqua colò giù per la gola e per il naso.
Quel sale lo sento sempre ma mai mi disturba.
Mio padre era lì che mi cercava quasi impazzito.
Mi prese, mi avvolse nell’asciugamano e mi rimproverò. Aveva una paura fottuta,
lo si capiva chiaramente. Io non gli dissi niente.
Che cosa avrei potuto dirgli, che era stato bello,
che sentivo che avrei potuto star lì sotto per delle ore?
Rimasi in silenzio, poi mi venne in mente che avevo fame.
Tirò fuori due fette di pane e pomodoro.
Me le mangiai di gusto. Mi tolsero quel sale di bocca.
La domenica successiva tornammo al mare.
Non ebbi paura. Mai del mare.
E mai l’ho sfidato, l’ho solo amato di più.
Questa è una piccola storia vera alla quale io do un valore
immenso. E se già a quel tempo io amavo il mare, oggi
ci sono legata indissolubilmente.
Nella vita ci sono amori che vanno oltre “quell’oltre”.
Nella vita ci son valori eterni che possono esser fatti
d’acqua salata, di un respiro breve, di un momento di resa.
Non ho più provato quella sensazione. Non mi sono immersa
cercando di andare oltre. Sarei sicuramente affogata.
Non cerco mai di sfidare le mie forze. Riconosco il mio limite.
E non sono più una buona nuotatrice. Troppe sigarette hanno reso il fiato corto.
Oggi vivo il mare come un Amore eterno, fatto di sguardi, di sogni,
di carezze, di immersioni a fior d’acqua, di voci e colori, di gente che sa apprezzare
quell’immenso che dà e che toglie.
Come il mare d’inverno dove niente nasce a caso…dove trova dimora un tronco d’albero,
su una spiaggia deserta.
ma questa è un’altra storia…
Ciao AMORE sempre.
tutte le foto pubblicate in questo articolo, sono © Semprevento















