Yamashita

Il poeta delle immagini

by Grimilde

Ammetto che leggendo il tema di questo numero di The Best, mi sono detta “…e ora, di chi diavolo parlo?”

I miei ultimi articoli sui grandi maestri della fotografia hanno visto prepotentemente privilegiare il bianco e nero, come la mia memoria e conoscenza dettava.

Così mi sono guardata intorno ed ho rispolverato le mie monografie sui più grandi fotografi contemporanei, alla ricerca di nuove emozioni e storie da raccontare.

La scelta è caduta su Michael Yamashita, un po’ per lo straordinario fascino che suscitano le sue immagini, un po’ per voler omaggiare un paese tanto forte come il Giappone, che al momento non se la sta “passando benissimo”. Fortunatamente il Giappone è come un giunco, che si piega anche al più forte vento, senza spezzarsi, e tornando alto e splendido non appena la bufera sarà passata.

Michael Yamashita, a dispetto del suo nome, è nato a San Francisco ed è cresciuto nel New Jersey.

Trovandosi a studiare a Londra, parte per un viaggio avventuroso in Tunisia, in sella ad una motocicletta e con una macchina fotografica prestatagli da un amico.

Questo connubio, il viaggio e la fotografia, diventerà la sua cifra, visto che da quel momento sarà ossessionato dal raccontare i diversi luoghi del mondo.

Dopo la laurea, si reca finalmente in Giappone, per conoscere il paese dei nonni. Compra una sua macchina fotografica e si iscrive ad un circolo di fotografia per far pratica , conoscere gente e imparare un po’ la lingua.

Sette anni dopo, rientrato negli Stai Uniti, andò dritto alla sede del National Geographic…

Nessuno gli promise niente, però gli consegnarono una montagna di rullini e gli dissero di tornare con un reportage. “E da allora continuo a tornare al National con un servizio dopo l’altro: quasi tutti rispecchiano il mio spirito vagabondo … in cerca della bellezza immutata della natura”.

Da quel momento sono passati 30 anni e decine di reportage, incentrati soprattutto sull’Oriente e l’Asia: hanno raccontato il Vietnam e il fiume Mekong, il viaggio di Marco Polo in Cina e la Grande Muraglia, la zona demilitarizzata tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, come le più diverse sfaccettature della cultura giapponese: dai samurai ai mercati del pesce.

In tutto questo, i colori sono come le penellate ampie, decise, seppur delicate, delle stampe giapponesi.

Non aggiungo altro, se non il sito internet di Yamashita, dove contemplare le sue straordinarie immagini.

http://www.michaelyamashita.com

3 commenti to “Yamashita”

  1. Ho aperto a schermo intero quella del fiume al tramonto e mi sono ritrovato quindicenne nella mia stanza in via dell’Agnolo.
    Grazie a Grimilde e a Yamashita.

  2. Da fotografa, Grimilde sa come recensire un fotografo, ed è una questione di sensibilità, credo.

  3. ….che invidia…mica per Yamashita….per te Grimilde….
    che collaboratrici hai, caro Arthur… :-) troppo troppo….
    vento

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