Ciao, sono Riccardo e da oggi, ringraziando Sol’ e tutte/i inizia la mia collaborazione a The Best Magazine; di ciò sono molto onorato.
Mi occuperò di una rubrica musicale che si chiamerà Music in my ears. Questo titolo si rifà a quello di una canzone che andava forte quando ero ragazzino, Music is in the air.
Certo, la musica di cui parlerò sarà quella che si trova nelle mie orecchie, ears; ma spero che sia anche quella che gira libera per l’aria.
In questo momento sto ascoltando il cd dell’americano Willie Nile Streets of New York. Il buon Guglielmino è un tipetto tosto: in 30 anni di carriera ha inciso solo 9 dischi. Insomma, quando non gli va di dire niente, mette la museruola a sé ed alla propria chitarra.
Il suo è un rock urbano, “di strada” che riesce ad essere molto grintoso ma nello stesso tempo, anche un po’ melodico (ma non mieloso).
Inoltre, certe songs di Willie posseggono anche un leggero ma inconfondibile sapore celtico, irlandese… come in The day I saw Bo Diddley in Washington Square, un brano che può rimandare a ballate folk come quelle dei Dubliners. Irlanda… e nel pezzo sembra che Willie immagini d’aver incontrato, chissà, il fantasma di Bo Diddley, l’Autore di Mona.
Comunque io penso che la musica racchiuda sempre un che di molto misterioso. Molte tribù africane hanno custodito la credenza secondo cui nei tamburi vivrebbero le anime degli antenati. E per S. Agostino: “Chi canta, prega due volte.”
Perciò fate pure musica e siate felici: Lassù gradiscono molto. I vicini, quaggiù, non si sa…
Bene, quindi la musica è davvero in the air, nell’aria, non va solo in air, in onda. Rimbalza sui muri, li sfonda, rotola per le strade e si confonde con le gocce di pioggia che scintillano nel sole, lei…
Per il bluesman John Lee Hooker, il blues si trovava già in Paradiso… sotto forma di Serpente. Infatti, il blues è la musica del Diavolo. La Signora è quindi molto buona & molto cattiva. Sì, proprio come gli esseri umani ed anche come quelli che fingono d’esserlo!
Ascolto Rendez-vous di Springsteen e quel pezzo mi ricorda quanto fosse importante, quando avevo 15,16,17 e così via anni che quella ragazza mi degnasse di uno sguardo, di un sorriso… qualsiasi cosa.
Mi rituffo in quella Corale per organo di Bach e riacquisto la serenità che mi regalò la 1/a volta che l’ascoltai.
In ogni caso la musica, proprio come una donna innamorata, dà tutto ma per sé non chiede niente… se non d’essere amata.
by Riccardo













