L’incantevole Barcellona
Il sole spacca le pietre alla mattina sul Passeig de Colom e, a volte, per raggiungere il mercato della Boqueria, che si affaccia sulla Rambla, preferisco addentrarmi nei vicoli del Barri Gotic. C’è “un’aria spessa, gonfia di odori”, proprio come nei quartieri
della città vecchia di Fabrizio De Andrè, in questo dedalo di vie strette dove non passa mai la luce. Ma almeno, si sfugge ai raggi del sol leone che, d’estate, picchia senza pietà.
Di tanto in tanto i vicoli si aprono in soleggiate piazze. Plaça Real coi suoi portici, le palme, i suoi locali di ristoro è di certo la mia preferita. Osservo l’aria pigra e distratta dei turisti mentre, seduti al tavolino, sorseggiano un caffè e consultano le guide per organizzare le passeggiate della giornata.
Proseguo nel mio cammino fra i vicoli ed ecco, finalmente, la Rambla illuminata dal sole del mattino. La percorro in salita, quasi contro corrente rispetto al fiume in piena della folla che discende verso il porto. Faccio un po’ di fatica a districarmi col mio fido carrello della spesa ma, comunque, arrivo al mercato. Viene l’acquolina in bocca nell’ammirare tutto quel ben di Dio così sapientemente esposto: i pesci d’argento, le aragoste dal rosso carapace, il tripudio della frutta, i profumati salumi
e, persino, le uova di struzzo: inevitabile cedere alla tentazione di assaggiare qualcosa, anche se sono appena le nove del mattino e, a quest’ora, dalle nostre parti, non si va oltre un cornetto e un cappuccino. Ho acquistato del prosciutto e del formaggio per i panini e, soprattutto molta frutta perché, col caldo che fa, è sicuramente il cibo più appropriato. Sono già stanco e sudato quando torno a casa a prendere la mia famigliola per la quotidiana escursione.
Mi faccio la doccia e poi, di nuovo in marcia, attraverso i vicoli per raggiungere il centro. Siamo veramente sfortunati perché, quest’anno, la facciata della cattedrale, col suo bellissimo portale gotico, è “impacchettata” per restauri. Ma Barcellona è una città piena di risorse che non delude mai i suoi visitatori.
Dopo aver percorso le centrali vie dello shopping e visitato i lussuosi magazzini “El Corte Ingles”, raggiungiamo l’affollata e caotica Plaça de Catalunya per dirigerci verso il Passeig de Graçia: è qui che si entra nello straordinario mondo di Antoni Gaudì, nel quartiere dell’Eixample coi suoi edifici modernisti. Ricorda il dorso squamoso e brillante di un drago il tetto della Casa Battlò; bellissime le maioliche che rivestono la tromba delle scale con gradazioni che fluttuano dal bianco al celeste sino al blu più cupo. Originali ma austeri gli arredi di questa dimora gentilizia.
Usciamo ed ecco, più avanti, gli ondivaghi profili della casa Milà,
ai più nota come la Pedrera: sembra un esercito di minacciosi giganti armati la sequela dei camini sul tetto dell’edificio. Tuttavia, visitando gli appartamenti, prevale il senso di un’ovattata e tranquilla vita borghese: lusso, modernità ed eleganza pervadono gli ambienti di questa casa. Ma forse è la stanza dei bambini l’ambiente che più attira la nostra attenzione: mi sembra quasi di vedere quei bimbi di buona famiglia, vestiti alla marinara, mentre si dilettano coi loro giocattoli… ma la governante chiama: bisogna lavarsi le mani perché è l’ora della merenda…
Noi, invece lasciamo la Pedrera e ci concediamo un attimo di relax su una panchina. -Mamma presto!- dice allarmata Valentina -Sposta la borsa che quel tipo sta cercando di prenderla!- E’ veramente un attimo e, per fortuna, anche stavolta, come ieri sera, quando siamo andati a mangiare la paella a Barceloneta, il portafogli è salvo.
Perché bisogna tenere sempre gli occhi aperti nella grande città catalana, non distrarsi mai sulla metropolitana, fra la folla della Rambla e neanche quando lo sguardo è rapito dalle ardite guglie della Sagrada Familia. Rimaniamo senza fiato al cospetto di questa grande opera: davanti alle sculture e i merletti che adornano le sue facciate, a tratti annerite dallo smog cittadino, alle gru che si ergono fra le torri della chiesa in costruzione. Ci vorranno parecchi decenni prima che questo monumentale edificio venga completato… – Ma, il mio committente- spiega il mistico Gaudì – non ha fretta e ha tutto il tempo che vuole… - Noi, invece, abbiamo solo altri quattro giorni per esplorare questa metropoli, per ammirare i suoi panorami dal sacro monte del Tibidabo, le architetture e i viali alberati del Parc Guell, raggiungere il colle del Montjuich da Barceloneta sorvolando il porto col Trasbordador aerei.
Solo pochi giorni, è vero. Ma un’intera vita, per non dimenticare l’incantevole Barcellona.
by Fabio Melis













