Riffs, donne e uragani
Ci sono dei rock che secondo me si segnalano per una particolarità: il riff. A me, ma forse anche ad altri alcuni pezzi continuano a rimanere in mente come un’ossessione proprio per quei pochi accordi (di solito, di chitarra) che “aprono” e riprendono il pezzo, in un certo senso cucendolo.
Anche per questo in me ci sarà sempre posto per “Layla” di Clapton, “Satisfaction” degli Stones, “Proud Mary” dei Creedence, “Adam raised a Cain” di Springsteen, “Johnny B. Goode” e “Roll over Beethoven” di Chuck Berry, “How I wish” di Keith Richards con gli X Pensive Winos… e poche altre.
Oggi voglio parlarvi di “Like a hurricane” di Neil Young.
Si tratta di un pezzo che comincia con una chitarra distorta ma distorta il giusto: il distorsore non è la via per la terra promessa. A quel punto, tanto varrebbe amplificare un trapano. Ma “Like a hurricane” si presenta con quei 2-3 accordi iniziali, certo distorti ma non esagerati.
Poi il brano lievita: come una tromba d’aria che giri su sé stessa fino ad attirare a sé tutto quel che trova, ma che poi si stacca sempre più da terra… volteggiando sul disastro… e contemplandolo con un crudele sorriso.
Le note sparate dalla chitarra di Young spazzano l’aria come brevi ma micidiali raffiche di mitra. Ascolto “Like a hurricane” e capisco che cosa intendeva Townshend quando diceva: “Il rock non ti fa dimenticare i tuoi problemi, ti fa ballare sulla tua tomba.” Il protagonista pensa d’aver visto una donna “in a crowed hazy bar”, in un affollato bar fumoso; è colpito dai suoi “occhi bruni che volgono al fuoco”. Per lui, lei è ”come un uragano”; lui vuole amarla ma sente che sta per essere “blown away”, spazzato via. Il pensiero corre a tanti bar e locali, fuori piove forte e tira vento, qualcuno è stanco, amaro e stracciato, aveva 20 anni e forse è invecchiato male o invano, ma le note della chitarra incalzano per ricordare quella (forse illusoria) sensazione di conforto che presto svaniva…
Lui vede lei come un uragano e percepisce la “calma” nei suoi occhi. C’è quel “momento” in cui lui pensa: “Hai toccato le mie labbra/ quel sentimento perfetto/ quando davvero il tempo scivola.”
Ma l’amore di “Like” svanisce ed alla fine il contatto si rivela falso o illusorio; lui continua a desiderarla ma sente che sta per essere spazzato via.
Lei è forse la donna-maga o la strega, femme fàtale, se vogliamo, che troviamo (come dice Elliott Murphy) da “Pretty woman” di Roy Orbison a “Fire” di Springsteen.
Ma di questo riparleremo.













