Musica & libri

  by Riccardo     

Ciao a tutte ed a tutti!     

Per me, la musica ed i libri sono una bella coppia: la grande musica racconta una storia; la vera letteratura è musicale.

Nel ‘700, il pittore inglese  William Hogarth vedeva un collegamento tra pittura, musica e letteratura; forse, oggi il posto della pittura potrebbe essere preso dal cinema.

Eccoci comunque al legame tra certi libri e certa musica; la bella coppia, no?

Cominciamo con L’Hotel dei cuori spezzati, a cura di Luciano Comida, Gammalibri, Milano, 1984; questo titolo è un evidente omaggio all’Elvis Presley di Heartbreak hotel. Il libro contiene 20 storie a sfondo fantastico-fantascientifico.

La novità (almeno per il nostro Paese) consiste nell’essere i protagonisti delle stars (il brodo non c’entra) del pop-rock… da Elvis a Jagger, da Neil Young a Tom Waits, da Nina Hagen a Springsteen ecc.

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In Sulla strada di Kerouac troviamo anche l’immenso jazz-blues di Billie Holliday, che egli dipinge in concert mentre singhiozza la sua pena d’amore…

C’è della musica anche nei libri di Charles Bukowski. Sì, so che penserete: quello era tutto sesso e niente arrosto. Falsum est! In lui, d’arrosto… letterario ne trovate a quintali: leggete almeno La donna più bella della città, il racconto che apre Storie di ordinaria follia, Feltrinelli, Milano, 1978.

Un racconto pieno di poesia, malinconia e solitudine… La donna: “Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo” (p.9); la sua risata: “Era come gioia sprizzata dal fuoco” (p.13). Questa non è musica?

Quel che poi stupisce, in Bukowski, è come un uomo che visse per l’80% della sua vita nei bassifondi abbia sempre mantenuto un forte amore per la  musica classica. Auto-confinatosi in minuscole e squallide stanzette con qualsiasi tipo d’alcolici, creava con la sua vecchia macchina da scrivere e con un sottofondo di Bach, Mozart, Mahler, Beethoven, Brahms…

I suoi libri, forse anche i suoi amori erano accompagnati dalla classica, di cui parla spesso: leggete (pp.34-37) Difficile senza musica (in C. Bukowski, Azzeccare i cavalli vincenti,  Feltrinelli, Milano, 2009). Qui il protagonista, poiché deve traslocare vende i suoi dischi di musica classica a delle suore e spiega come la classica gli abbia salvato la vita …

La classica ritorna ne Il suonatore di tango, E/O, Roma, 1990 del tedesco ex-Rdt Cristoph Hein. “L’eroe” del romanzo discute (tra le altre cose) e con la massima serietà col cognato di quale sia la musica migliore per fare l’amore. Lui consiglia soprattutto I concerti brandenburghesi di Bach e la discussione va avanti per un po’ finchè (tra il divertito e lo scandalizzato) la sorella non la tronca.

Ma il protagonista, un professore di storia e pianista a tempo perso è stato scarcerato da poco e ha vari  guai… lavorativi, amorosi ed appunto, anche legali.

Si svolge invece nel mondo dei nights Il sax del Nuvola Rossa di Stefano Benni, uno dei racconti di Bar sport duemila, Feltrinelli, Milano, 1999. Il detective Joe Volpe ha il suo ufficio al 40° piano del Gramsci Building e deve beccare “Elmo Buenavista, il sax di Dio” (p.64)… il cui appunto sax diventerà un’arma e che suona coi “Selvaggi Sei”: tipi duri, anche perché per es. il trombettista: “Era così aggressivo che lo avevano messo in gabbia, come un pappagallo” (p.67).

Joe si immerge nel potente rythm ‘n blues del gruppo… poi fa il giro dei bar assicurandoci che “è un giro lungo.” Si ferma “al Saint Augustine, nel quartiere cino-modenese” (p.73). E Joe scopre che un sax può uccidere un Capocamorra…

La musica sostiene anche i Racconti senza colonna sonora, Il maestrale, Nuoro, 2002 di Sergio Atzeni. L’Autore segnala esplicitamente fonti e richiami musicali: Tuxedomoon (p.19), Clash (p.27), “Peter Gunn theme dall’album The Blues brothers”, Otis Redding (p.39) ecc.

I Racconti illustrano il “cainùme che c’è in giro” e presentano Cagliari come una caotica e violenta città sudamericana; forse anche per questo egli la chiama (in spagnolo) Ciudad, città. Del resto, l’Autore canta la locale malavita senza farle sentimentali e pericolosi “sconti” bensì con tutta la crudezza del rock, con tutta l’angoscia del blues.

Ed ora buona lettura, buon ascolto e buona vita!

                                                                         

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3 pensieri su “Musica & libri

  1. Ringrazio molte molte molte volte, cara Godot!
    Felice poi di trovarti anche qui.
    Solo, scusa il ritardo nella risposta… problemucci!
    Comunque, immoi (o “mo””, come dite voi) passo da te; sul tuo articolo.

  2. Pingback: The Best number three | The Best Magazine

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