Etica e solidarietà nell’economia:

La Lezione di Federico Caffé

by Fabio Melis

“Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla comprensione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili.”

Con questa affermazione Federico Caffè sottolineava l’errore di base dell’economia moderna: l’aver privilegiato le esigenze del profitto rispetto a quelle umane e sociali. Politiche velleitarie e avventuriste, protese alla spasmodica e incondizionata ricerca del risultato economico e poco inclini all’analisi e alla valutazione delle necessità sociali hanno indotto, nel mondo contemporaneo, forti squilibri, un senso generalizzato di precarietà, sfiducia e talvolta persino di rassegnazione. L’esigenza di superare questa condizione è grande come grande è la lezione offerta in tal senso da Federico Caffè. Un insegnamento che si fonda sulla necessità di considerare l’uomo e la collettività come punto focale dell’azione economico-politica perchè “è soltanto rifacendosi all’uomo come valore in sè che si potrà confidare di apportare qualche elemento di chiarificazione in materie in cui si può dimostrare frastornante non la schematizzazione teorica ma l’esibizione di certezze nelle discussioni di politica economica.”

Perciò Federico Caffé sosteneva l’importanza del dubbio “come appropriato antidoto alla riaffermazione intransigente di cui spesso si finisce di essere prigionieri.” Dubitare ci aiuta a valutare ogni possibilità, ad evidenziare quelli che sono gli aspetti positivi di ogni teoria economica perchè il progresso è pluralistico e non monocorde. L’economista pescarese esortava i suoi discepoli ad un riformismo graduale in cui “il poco è sempre preferibile al tutto, il realizzabile all’utopico, il gradualismo delle trasformazioni ad una sempre rinviata trasformazione radicale del sistema”.

Il riformismo di Federico Caffè raccomandava agli artefici della politica economica l’attenzione verso la gente comune che produce e che risparmia, verso i giovani senza lavoro e la solidarietà nei confronti dei più deboli. Non mancava però di condannare, oltre allo sfruttamento economico degli emarginati, “la pressione dei furbi verso i veri bisognosi nell’avvalersi delle prestazioni assistenziali e le ripercussioni dannose dell’inclinazione lassista a voler dar tutto a tutti”.

Una teoria scientifica moderna, equilibrata e rigorosa in cui, ad una incrollabile fede negli ideali di libertà, democrazia e giustizia sociale, si accompagna la consapevolezza della necessità di una ricerca economica che vada sempre di pari passo con lo studio e l’analisi delle problematiche insite nel tessuto sociale. Per queste ragioni, a poco più di vent’anni dalla scomparsa di Federico Caffè, i suoi insegnamenti sono più che mai attuali e spetta a noi, ora, il compito di riportare l’uomo, i diritti della personalità e le sue esigenze etico sociali al centro dell’interesse economico-politico e ricondurre i numeri al ruolo di semplice strumento.

3 pensieri su “Etica e solidarietà nell’economia:

  1. Teoria, oggi, più che attuale, in quanto è sempre più stridente il divario tra le varie classi sociali che, in verità, sono riconducibili essenzialmente a due, chi ha troppo e più che mai lo ostenta, e chi invece per vivere dignitosamente, almeno con le sue speranze, affida alla fortuna, (giochi, superenalotto ecc. ecc…) ogni sua possibile via d’uscita.

    Bell’articolo, denso di significati e soprattutto, scritto con spirito giornalistico comprensibile anche ai non addetti al lavoro (beh, di economia non ci capisco proprio nulla…😉 )

  2. Forse proprio per la nostra ignoranza in materia prolificano strategie economiche mirate al profitto e travestite da illusorie necessità di maggior benessere. Ci inculcano il desiderio di avere anche ciò che non serve e noi da bravi servitori non ci accorgiamo che nuociamo solo a noi stessi.
    Sicuramente un articolo stimolante e da approfondire.
    Ciao

  3. S. Agostino diceva nella “Città di Dio” che gli Stati privi di giustizia sono solo “magna latrocinia”, grandi associazioni di delinquenti.
    Altrettanto può dirsi delle tendenze dell’attuale economia, che trasformano l’uomo in un semplice e passivo ingranaggio.
    Basti pensare a quel che si vorrebbe far fare ai lavoratori di Pomigliano…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...