In sala con… BabEle

by BabEle

Robin Hood

L’uomo viene sempre prima della sua leggenda

E’ la fine del XII secolo e l’Inghilterra è dilaniata dalla povertà causata da una decennale guerra promossa da Riccardo I, che ha privato il regno degli uomini e dei risparmi. Cono­sciamo Robert Longstride che è un crociato come tanti, stanco e temprato dalla sofferen­za. Ecco chi è Robin Hood prima di trovare la bella Lady Marian, il suo fedele gruppo di guerriglieri, il grassoccio frate Tac e di diventare il fuorilegge leggendario che abita la fore­sta di Sherwood. Scott, affiancato dal collaudato amico (e co-produttore) Crowe, firma un film che non ha molto di originale ma che nonostante il perpetuo senso di deja-vù riesce a risultare credibile, piacevole e coinvolgente.

Perché deja-vù? Il nome William Wallace dice niente? Braveheart, Le crociate, Il principe dei ladri, Il primo cavaliere, Tristano e Isotta e non so più quanti altri sono tra i vari film più o meno recenti, più o meno noti, che sono più o meno sullo stesso livello. Ogni parola di li­bertà, di giustizia, di onore, di potere, di amore cavalleresco suona familiare per chi ha già gustato almeno una volta un cinematografico diversivo medievale. Niente di paragonabile all’epicità degli scontri e delle atmosfere de Il gladiatore, opera di spicco per la collabora­zione Scott-Crowe con cui viene naturale il paragone, ma… C’è un ma: la cosa che ho ap­prezzato più di tutte, oltre alla quasi assenza di pubblico per la scelta strategica d’orario, è stato proprio il fatto che Crowe, e così tutti gli altri, non sia un giovincello magro e sfrontato che vota la sua esistenza a combattere un tiranno ingiusto: qui viene interpretato un Robin Hood diverso, un uomo adulto fisicamente ed emotivamente provato dai suoi anni, da quelli della sua infanzia e da quegli anni vissuti marciando e uccidendo lungo un cammino lungo tanti, troppi anni sotto il comando di uno spossatissimo Riccardo I.

In cantiere da diversi anni, questo film, è iniziato come un progetto per rilevare la  figura dello storico nemico di Robin, lo sceriffo di Nottingham (qui mosso da Matthew McFayden). Il clima epico, però, era già stato evidentemente subodorato da Ridley Scott che ha fermato le riprese per rivedere lo script ed ecco che si torna sul più classico degli eroi fuorilegge…

E vogliamo parlare del cast? La crème de la crème britannica è scesa in campo per dare di nuovo vita al basso medioevo inglese. Kate Blanchett è una Marian meno Lady e più donna, Marc Strong (Godfrey nel film) è l’instancabile braccio destro di un Principe Gio­vanni (Oscar Isaac) debole e invidioso della lealtà dei sudditi verso il fratello Re guerriero. La vaporosa Isabella d’Angouleme, è la rossa ed eterea Léa Seydoux mentre l’ultima don­na che rimane è anche la più austera: Eleonora d’Aquitania, madre di Giovanni e Riccardo (Danny Huston), credibilmente mossa da Eileen Atkins. Un altro che su tutti va nominato è il magistrale Max von Sydow nel ruolo del vecchio decaduto Sir Walter Loxley.

E ancora… Dalle corsie di E.R. ai boschi inglesi c’è Scott Grimes nei panni di uno degli amici di Robin affincato da Kevin Durand, un Little John davvero minaccioso, e da Alan Doyle che interpreta un arciere/bardo con cui condivide il nome. C’è un dolce Marc Addy (qualcuno ha detto Full Monty?) immerso in un fra’ Tac che ricorda un po’ il tasso Disney e un William Hurt in un valoroso Sir Marshal.

Insomma… Sicuramente c’è da aspettarsi un bel botto al botteghino ma di certo non è né il primo né sarà l’ultimo del suo genere. Da vedere se si apprezzano poco meno di tre ore in un’atmosfera affascinante quale è il Medioevo. E voglio chiudere con un appello… C’è, per caso, qualche prode che si erge a difensore dei deboli contro i tiranni? Potrebbe tornarci utile anche oggi…

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10 pensieri su “In sala con… BabEle

  1. UHAHUUHAHUAH Brooks aveva preso il peggio di ogni film di Robin Hood e lo ha reso benissimo! Ma… In effetti non saprei se questo film fosse necessario. E’ un po’ come fare altri batman o altri spiderman!

  2. Effettivamente di Robin Hood ce ne sono un mucchio… e poi di Robin Hood attempato avevamo già visto Kevin Costner…
    Insomma… mi sembra un po’ il tentativo di Scott e Crowe di guadagnarsi una pagnotta sicura mescolando un mito medievale come quello di Hood con sapori simili al Gladiatore… non so. Non sono una fan delle ripetizioni.

  3. Guarda… Sinceramente ti capisco Godot! Mi è sebrato più volte di rivivere Braveheart… Però il prodotto finale è riuscito e se un po’ piace il genere va visto :p

  4. Neanche io l’ho ancora visto ed ero molto curioso della recensione che ci avrebbe fatto la nostra BabEle, che come sempre non ha deluso le mie aspettative e mi è piaciuta molto soprattutto nel finale, quando lancia un appello per il prode difensore dei deboli contro i tiranni… 😉

    Comunque, ho sentito parlare molto di questo film, e qualcuno mi ha anche detto, ma Robin Hood dov’era?
    E sì, perché il film lascia con il fiato sospeso in attesa di un seguito che senz’altro ci sarà.

    Andrò a vederlo, anche perché mi attrae l’idea di assistere ad un colosso in tutti i sensi, di mezzi, di scene, di tecnologia.

    Ma a te, cara BabEle, ti è piaciuto?

    • Mi è piaciuto? Non è uno di quei film che quando esci dal cinema sei in fissa o sei così riflessivo che ti ammazzi sulle scale mobili… Però sì, direi che è valso i soldi del biglietto! Non si se lo rivedrei prima di 5 o 6 anni, ecco… :p

  5. BabEle che bellissima recensione…
    come tutti quando ho saputo che usciva Robin Hood ho detto” nooooooo l’ennesimo film su Robin Hood”.. ma forse devo ricredermi… mi sa che andrò a vederlo.. BraveHeart mi era piaciuto un sacco, il genere non mi disgusta….
    e poi a quanto ho capito sarà un Robin Hood in chiave diversa 😛

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