Rifiuti quotidiani

By Koalanation

Una montagna di rifiuti, a Palermo; una per ogni angolo di strada, prato, marciapiede, spiaggia!

E’ vero, la tv non mente, non questa volta almeno, ma la tv, troppo spesso, non vede, non sente, non parla; e dire che aprire gli occhi non sarebbe nemmeno necessario, basterebbe, ogni tanto, annusare l’aria!

Non è di politica che vi parlerò qui, non è di scioperi, discariche e quant’altro che sento il bisogno di parlare, bensì di QUOTIDIANO.

1 – foto scattata a Bagheria il 17/10/2009

Da più di un anno divido i miei giorni e il mio cuore fra Torino, la mia città nativa, e Palermo, la mia città adottiva. Io non “vedo da siciliana”, il mio sguardo sulle cose è tipicamente e rigidamente nordico, per questo i miei occhi sanno ancora distinguere le strade dalle discariche, i marciapiedi dai cassonetti, la natura incontaminata dai depositi di rifiuti. I miei occhi, soprattutto, NON SANNO ANCORA ACCETTARE (e spero non  imparino mai ).

Oggi, è un giorno qualunque: i marciapiedi sono tempestati di cartacce, pacchetti di sigarette, volantini, lattine, sacchetti; le reti di protezione delle case, sono costellate di teli di nylon strappati, portati lì dal vento chissà quanto tempo fa, sacchetti dell’immondizia appesi dove capita, una scarpa ogni tanto, una lattina, uno striscione strappato di una pubblicità vecchia di anni; ai bordi delle strade più periferiche le auto bruciate non si contano più, parti di motorini, catenacci, lavatrici, frigoriferi, divani, televisioni  sparsi qua e là senza alcun criterio; un triciclo rosa all’apparenza integro giace sullo splendido fondale di una spiaggia ancora deserta. Oggi è un giorno qualunque, eppure ai miei occhi, Palermo è una enorme discarica. Mi distraggo un attimo a guardare un signore sulla quarantina, in giacca e cravatta, che si appresta a depositare il suo sacchetto di rifiuti … rifiuti indifferenziati, dentro sacchetto di plastica, nella campana del vetro! Mi distraggo, appunto, ora le mie scarpe puzzano: ho pestato una cacca!

Qui il problema non è “l’emergenza rifiuti” di un giorno speciale, qui l’emergenza  è la vita di ogni giorno. Ma la tv questo non lo dice!

Amo questa città, amo quest’isola, i miei occhi non sanno che questa non è la loro terra e BRUCIANO come se lo fosse; ma io domani prenderò un aereo, tornerò a Torino, dove esiste la nettezza urbana, dove tutti ormai sono schiavi (e per la prima volta sono fiera d’esser schiava!) della raccolta differenziata, dove chi ha un cane raccoglie i bisogni per non sporcare, dove se butti il vetro nella carta prendi 70 euro di multa, dove per una situazione del genere anche il piemontese più riservato e “bugianen” scenderebbe in piazza  con tutto il suo furore! Io torno a casa, ma le persone qui ci vivono, ogni giorno della loro vita.

Sono curiosa, faccio qualche domanda, faccio anche innervosire qualcuno, ma ho bisogno di sapere; le risposte non mi piacciono, mi intristiscono, mi spaventano: “siamo abituati”, ” eh , ma qui c’è sempre vento!” , “la differenziata non la faccio, tanto poi buttano tutto nella stessa discarica”, ” la multa per i bisogni del cane? Ma quando maaaaaaai!”, “eh ma non è ancora iniziata LA stagione, per questo le spiagge sono sporche “, “si dai , il centro però è pulito!” … potrei andare avanti ma mi fermo!

Amici siciliani, gli esseri umani sono uguali da nord a sud, ognuno di noi produce immondizia in egual misura, eppure voi vi siete arresi e arrendendovi avete dato partita vinta agli incivili comuni, ai politici menefreghisti, ai mafiosi opportunisti.

La tv non ne parlerà, nessuno verrà qui a ripulire finché lo sdegno e la rabbia non diventeranno un problema DI TUTTI . Finché le piazze non saranno piene di gente, finché le denunce non saranno infinite, finché LA SICILIA NON VORRA’ DAVVERO, CON FORZA E CONVINZIONE, ESSERE PULITA!

2 pensieri su “Rifiuti quotidiani

  1. E’ veramente drammatico il silenzio dei media di fronte a queste emergenze. Giusto puntare i riflettori sui problemi della quotidianità troppo spesso trascurati dalla politica. Non bisogna mai tacere davanti a chi ci vorrebbe “fessi e contenti”… e, ora mi viene in mente una canzone…” e sempre allegri bisogna stare che veder piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale…”Come era bella quella canzone, come è vero che non si può far finta che tutto va ben. Un caro saluto, Fabio

  2. Penso che l’unica soluzione sia puntare sulle nuove generazioni, spiegandogli umilmente e senza saccenza gli errori commessi.
    Purtroppo non si può sperare che ci sia sempre qualcun’altro che cali il verbo e l’azione dall’alto. C’è tanto da fare, al sud come al nord (del mondo). C’è bisogno di parlarne, di spegnere la televisione e vedere di persona cosa c’è fuori dalla nostra porta. Le tragedie lontane ci fanno dire “guarda che immane disastro, colpa di …” e quando dovremmo rimboccarci le maniche per le nostre “… inizia la partita, ci pensiamo domani !!”. Ma chi verrà dopo di noi?
    Ciao

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