Bookcrossing

  by Elle

Se vi capitasse di trovare un libro abbandonato su una panchina ai giardini, o anche al tavolo del bar che frequentate abitualmente, o in spiaggia, in una sala d’aspetto di un qualsiasi luogo pubblico, sappiate che – superato l’iniziale stupore e anche il torcicollo, che inevitabilmente sarà subentrato a furia di guardarvi intorno alla ricerca dello sprovveduto proprietario cui restituire l’oggetto – in quel momento siete involontari protagonisti di un bookcrossing.

Letteralmente “incrocio di libri” è una pratica diventata negli ultimi dieci anni molto diffusa che vanta ormai numerosi siti e communities in cui registrarsi e partecipare agli scambi di libri tra sconosciuti.

Tutto nasce da un’idea di Ron Hornbaker che nel 2001, ispirandosi ad altri sistemi di tracciamento in rete, fondò il sito web http://www.bookcrossing.com che nel 2008 contava già oltre 659 000 membri e oltre 4 660 000 libri registrati. In Italia conta oltre 20 300 iscritti, distribuiti sul territorio nazionale tra città e provincia (dati wikipedia).

Le Bookcrossing Zones ufficiali sono presenti nelle principali città di moltissimi paesi e la loro presenza, in continua crescita, è segnalata su mappe presenti nei vari siti dedicati, attorno cui nascono e si sviluppano forum di discussione, meeting, raduni, scambi a tema e varie iniziative.

Curiosando tra i vari siti sono subito entrata nel facile meccanismo che regola il gioco. Si parte dunque dal ritrovamento in the wild – all’aria aperta – che è il metodo preferito per liberare un libro, ma qualsiasi luogo va bene, anche se sono ovviamente da preferire, posti in cui c’è maggior passaggio di gente, in modo tale che ci siano più probabilità che il libro venga ritrovato.

Il secondo passaggio è comunicare il ritrovamento e risalire alla provenienza, attraverso il BCID, ovvero il codice di identificazione di bookcrossing di cui ogni libro deve essere munito, proprio per garantire di poterlo seguire nei vari spostamenti.

Il bookcrossing figlio dell’antesignano “message in a bottle” che viene lanciato in mezzo al mare e chissà come, dove, quando e chi lo troverà, con la possibilità in più oggi, di poter risalire se non proprio all’identità del proprietario, almeno al luogo originario di provenienza e alla data iniziale in cui è stato messo in circolazione, monitorandone gli scambi che di volta in volta si susseguono

Un altro modo di leggere, una storia nella storia.
Sì perché leggere un libro che scegli e comperi o che ti regalano, non è certo la stessa cosa che leggere il libro di un altro. Tra quelle pagine, tra quelle righe, altri occhi sono già passati, altre mani l’hanno afferrato, dondolato sulle gambe, lasciato a sonnecchiare sulla pancia e poi di nuovo sfogliato, aperto e riposto. E chissà se su quella carta striata di caratteri neri, abbiamo visto le stesse immagini, fatto suonare le parole con le stesse note, indugiato sulle stesse pause, annusato gli stessi odori…

Se dovessi pensare a qual è il mio posto, ecco, io direi che dentro a un libro mi ci troverei bene. Anche se a lungo andare mi starebbe stretto pure quello. Da qui dove sto, se non altro, posso dire che il finale non è stato ancora scritto.

 

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4 pensieri su “Bookcrossing

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  2. Io invece avevo già sentito parlare del bookcrossing.. se non erro in metro a Milano nella fermata di Piola ricordo di aver visto un piccolo scaffale verde dove la gente poteva lasciare i libri.. a dirla tutta un pomeriggio mentre aspettavo la metro ho visto una ragazza che ne afferrava uno, l’ha rigirato tra le mani, l’ha sfogliato molto frettolosamente e poi l’ha riposto per poi a distanza di pochi secondi riprenderselo e riporlo nella sua borsa.

    Secondo me è una bellissima iniziativa, così si da la possibilità a tutti di leggere e di acculturarsi e poi vogliamo pensare alla storia immaginaria che possiamo creare sul precedente proprietario??

    Personalmente io instauro con i libri un rapporto molto solido difficilmente riesco a staccarmene.. perché tutti alla fine mi lasciano qualcosa… anche solo ricordarmi il perché l’ho comprato o il periodo bello o triste nel quale l’ho letto, vedere le mini pieghe che ho fatto all’angolo di una pagina per far risaltare che in essa c’era una frase o un pensiero che mi ha colpita e mi ha fatto pensare..
    Qualcuno magari ora dirà.. ma sottolineare no?? beh sarò strana ma facendolo mi sembra di intaccare l’integrità del libro stesso… fatta eccezione per quelli di studio 😛
    Grazie Elle per aver parlato del bookcrossing 😀

  3. Bell’articolo! La mia esperienza con il bookcrossing è vasta :p Ho liberato circa 10 libri e ne ho trovati 4 😀 E’ una cosa meravigliosa, ovviamente superato il torcicollo :p

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