L’opinione…

by Arthur

L’immagine che noi riflettiamo

Fra amici, alle volte ci si fa del male perchè fraintesi sulle vere intenzioni.

Non è che noi siamo diversi da come gli altri ci vedono, tendenzialmente siamo sempre gli stessi, ma può capitare di avere delle intenzioni che per pudore, o per amor proprio, abbiamo difficoltà ad esprimere totalmente ed allora ecco che scoppia l’incomprensione.

L’immagine che noi riflettiamo, secondo me non è mai parziale, è l’immagine di noi che si “scontra” con altre immagini, spesso contrastanti, ma non per questo agli antipodi della comprensione.

Ma qui, forse, andiamo a toccare altri capitoli, ben più importanti: la capacità nostra di volere essere compresi, la capacità degli altri di volerci comprendere, ed allora parlo di “pudore”, di “amor proprio”, ma anche di “difese” e di “paure”…

Potremmo dare la percezione anche di una sola piccolissima parte di noi stessi, che letta in un ambito molto più allargato, fatto di conoscenza reciproca, potrebbe essere recepita nella sua complessità ma, quante volte abbiamo veramente voglia di comunicare agli altri questa nostra presunta TOTALITA’?
Quindi c’è anche questo da aggiungere, la paura di essere “scoperti”, di essere recepiti per quello che realmente siamo e quindi, scappiamo…lasciando che i fraintendimenti abbiano la meglio.

La verità, se mai esiste, che è difficile porsi nelle condizioni di essere messi a nudo, e spesso la conoscenza, per opposte contraddizioni, rimane a livelli superficiali.

L’ideale sarebbe proporsi un po’ per volta, secondo le occasioni, dolci, allegri, incoscienti, testardi, comprensivi, passionali, malinconici, crepuscolari…in fondo lo facciamo già, spetta agli altri cercare l’occasione per scoprirci.

8 pensieri su “L’opinione…

  1. Pingback: The Best number six | The Best Magazine

  2. E’ vero, la nostra totalità non la offriamo quasi mai a nessuno. Forse a quei pochi che in un modo o nell’altro dimostrano di meritarsela. A poco a poco ci scopriamo, o meglio, ci lasciamo scoprire dagli altri e i risultati di ciò si vedono quando questi “altri” ci fanno capire, dimostrando di averci “conosciuti”, che erano interessati a conoscerci. In poche parole, quello che voglio dire è che molte volte ci comportiamo in modo tale che solo chi ha veramente voglia di conoscerci scoprirà la nostra totalità. come se gli lanciassimo dei segnali che solo lui/lei può recepire.

    • @ Valentina: il fatto è che per conoscere una persona ci vuole un’attenzione particolare, mettersi un po’ da parte e cogliere anche le briciole della sua personalità. E’ molto difficile farlo, ma non impossibile e poi il tempo fa il resto. Sai quante coppie che vivono da anni non si conoscono veramente? Esiste infatti anche l’icomunicabilità, quando il dialogo diventa nullo, ne risente anche la conoscenza.

  3. Forse conoscendo un pò meglio se stessi avremmo meno timori a confrontarci con gli altri. Chi investe nel proprio essere, che non vuol dire diventare egocentrici, ottiene quella fiducia e quella forza che serve per dialogare e costruire abbattendo barriere.
    Bisogna mettersi in gioco, senza necessariamente offrire fianchi scoperti a chi potrebbe ferire.

  4. C’è sempre un qualcosa dentro di noi che non vogliamo rivelare, che riserviamo solo a noi stessi. Leggendo il tuo articolo mi son tornati alla mente questi versi di Trilussa:
    “Perchè ciavemo tutti in fonno ar core
    la cantilena di un ricordo antico
    lasciato da una gioja o da un dolore.
    Io, quella mia, me la risento spesso:
    ve la potrei ridì… ma nu’ la dico.
    Nun faccio er cantastorie de me stesso.”
    Un salutone, Fabio

    • @ Fabio: bellissima… ed anche molto vera. Non sono però del tutto d’accordo. La complicità di due persone che vivono insieme da tanti anni, è fatta anche di cose non dette o non rivelate, ma che l’altro conosce ugualmente. Un segreto che in questo caso si custodisce in due… che meraviglia, vorrei anch’io arrivare a questo. Conoscersi senza bisogno che l’altro lo sappia.

  5. A volte anche chi sembrerebbe conoscerci meglio non ci lascia la libertà di esprimerci in serenità dandoci continue bacchettate nelle mani. Chiaramente passa tutta la voglia di continuare a comunicare anche e sopratutto quello che si nuovo abbiamo scoperto su di noi e che volentieri avremmo condiviso…

    • @ Luisa: indubbiamente dipende sempre con chi ci rapportiamo, ma in ogni caso, vale sempre la pena tentare, perché se manca la comunicazione manca tutto, anche se comunicare a tutti i costi non serve a nulla.

      Forse bisogna soltanto cambiare interlocutore.😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...