Tele di ragno

by Fabio Melis

Aracne era una bellissima giovane di Meonia, abilissima nella tessitura, al punto che tutti pensavano avesse appreso l’arte direttamente dalla divina Pallade. La dea dagli occhi cerulei ben conosceva l’incomparabile abilità di Aracne e  quanto la giovane fosse consapevole. della sua bravura. Decise così di andarla a trovare sotto le mentite spoglie di un’anziana donna.

– Chiedi scusa a Pallade per la tua superbia – suggerì la vecchia ad Aracne – e riconosci alla dea la superiorità nell’arte della tessitura.-

– Risparmia queste raccomandazioni per le tue figlie e le tue nuore – rispose sprezzante la giovane – giacchè son pronta a sfidare in qualsiasi  momento la dea dagli occhi azzurri! –

Pallade non resistette all’affronto e, subito, si mostrò alla fanciulla nelle sue reali sembianze accettando la sfida. Aracne e Pallade si misero subito all’opera.

La giovane di Ipepe realizzò splendidi ricami in cui erano raffigurati gli inganni e le colpe degli dei. La dea glaucopide si contrappose raffigurando i castighi che gli dei dell’Olimpo avevano riservato a quei mortali che osavano opporsi al potere divino. Peraltro, gli orditi di Aracne erano molto più belli rispetto a quelli realizzati da Pallade che, presa dalla collera, distrusse senza indugio le tele realizzate dalla giovane. Quest’ultima, accecata dalla furia, si impiccò. La dea però non volle la fine della tessitrice di Meonia e, mentre il corpo della fanciulla pendeva dalla corda, indusse in lei una metamorfosi. Caddero i lunghi capelli, il corpo si gonfiò come una sfera e le dita divennero filiformi tentacoli.

Aracne sopravvisse, ma fu per sempre condannata a penzolare dai fili che essa stessa tendeva.

Così Ovidio, nel poema delle Metamorfosi, descrive la sorte di chi osa opporsi alle autorità. Il potere, anche quando non  uccide, cerca, in tutti i modi, di rendere inoffensivi i suoi oppositori.  Questo è il senso più profondo della metafora. Pallade rappresenta l’autorità. Aracne l’anti-potere. L’autorità mal sopporta di esser messa in discussione, di mettere a repentaglio il suo potere in una partita che, se giocata secondo regole di correttezza, sarebbe irrimediabilmente persa.

Così il potere si riserva di tessere le sue trame su tela robusta e lascia ai più deboli il fragile ordito delle tele di ragno.

 

2 pensieri su “Tele di ragno

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  2. Stupendo mito di cui possiamo essere grati solo alla cultura ed appunto alla mitologia greca.
    Nel pensiero che i Greci esprimevano possiamo trovare molteplici significati, peraltro mai banali ma sempre “densi” di simboli, riferimenti poetici incrociati, suggerimenti storici e filosofici.
    Trovo molto interessante l’interpretazione in chiave storico-politica da te proposta e la condivido… purtroppo.
    Dico “purtroppo” perchè vorrei che non fosse così, vorrei che il potere fosse inteso come servizio, come ricerca incessante del bene comune, promozione della cultura e della pace, crezione di posti di lavoro, difesa dei diritti dei lavoratori e dei più deboli, accoglienza degli emarginati e degli immigrati…
    Quelli che Fanon chiamava “i dannati della Terra.”
    Ma dipende da noi cambiare le cose… possiamo riuscirci perchè come diceva John Lenno: “La guerra è finita se tu LO VUOI.”
    Un caro saluto!

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