e se fosse veramente Natale?

by Folletta bacibaci

L’aria è già foriera di feste, in mezzo al traffico si insinua il vento che infila le sue gelide dita sotto le maniche dei giacconi e tra le pieghe degli sciarponi, le luminarie appariranno come d’incanto a guarnire la città di nuove luci, e gli occhi dei bambini saranno nuovamente stupiti di tanti colori, e le manine dei bambini saranno attaccate alle vetrine a scegliere un nuovo gioco che un Babbo Natale compiacente gli farà trovare sotto un altro albero nuovo pieno di luci, sarà un altro premio per  aver fatto capricci e battuto a terra piedini insistenti e aver urlato mille volte NO ad una richiesta di un genitore.

Anche quest’anno ci sarà un nuovo Natale, anche quest’anno di sarà un altro cenone, ma dentro di noi cosa resta, essere buoni solo a Natale a chi serve, voler bene solo una ventina di giorni l’anno non ci assolve dal peccato di non vedere gli occhi lucidi degli altri per undici mesi.

Voler bene, che parola strana e inusuale, forse neppure ci si ricorda più il senso di questa parola, gente che è troppo indaffarata nella sua egoistica quotidianità per vedere che all’angolo di una chiesa c’è qualcuno che, anche la notte di Natale, dorme in un cartone.

Un fine dicembre ricco di bontà non riuscirà a colmare il vuoto che lascia la povertà d’animo, l’ignorare tutto quello che ci circonda, il non voler vedere a tutti i costi che in questa società sta arrivando anche un altro tipo di povertà, la povertà dei sentimenti.

Società del consumismo, alla fine delle feste i secchioni della nettezza urbana saranno strapieni di cibi che nessuno avrà consumato, e pensare che anche il giorno di Natale c’è gente che non riesce a mettere insieme un pranzo decente con una cena normale se non andando alla mensa della Caritas.

Ma il Natale è una festa concepita per le famiglie “normali” benedette dal matrimonio e dalla sacra romana chiesa, e chi come me non è “normale” non ha diritto neppure di avvicinarsi ai gradini di una chiesa, chi non è cattolicamente “normale” aspetta con angoscia il Natale.

C’è tanta falsità, non è vero che tutti sono felici, molti fingono una felicità che non gli appartiene, non tutti hanno la famiglia benedetta. E io ho imparato che nel tempo un amico lontano, magari con una semplice telefonata riesce a darti molto di più di finti parenti che si ricordano di te solo perché gli porti un regalo costoso.

E allora abbiate pazienza, durerà pochi giorni questa commedia e quando finalmente sarà finita tutti saranno nuovamente quelle egoistiche persone genuine e menefreghiste.

Chiedo scusa della mia cruda verità a chi crede ancora a valori ormai quasi del tutto perduti ed auguro di cuore a tutti i lettori di passare delle feste in armonia con tutti e specialmente con se stessi.

La vostra Folletta che, sapendo che voi ci siete, si sentirà un pochino meno sola, baci baci.

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