Natale a Palermo

By Valentina

Non preoccupatevi, non sto parlando dell’ultimo cinepanettone dei fratelli Vanzina!

Voglio parlarvi piuttosto di ciò che di buono mangiamo qui a Palermo durante le feste di Natale, perché noi non ci smentiamo mai: approfittiamo di ogni minima festività per abbandonarci ai piaceri della gola. Dunque passiamo in rassegna alcuni dei dolci più famosi e più comuni che possiamo trovare sulle tavole di questa città.

La petrafennula (italianizzato Pietrafendola) è un dolce che viene consumato anche per l’Immacolata, oltre che a Natale. Viene preparata con miele, mandorle, bucce di cedro e arance, confetti e cannella e ha l’aspetto di un torrone molto duro, infatti da qui deriva l’espressione fàrisi petrafènnula (diventare pietrafendola) che significa irrigidirsi. In ogni caso, attenzione ai denti!

Il buccellato, il cui nome deriva dal latino bucellatum (sbocconcellato), in siciliano si chiama ucciddàtu ed è un impasto di pasta frolla steso a sfoglia ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia o altri ingredienti che variano a seconda delle zone in cui viene preparato. Può essere di diverse forme e anche ricoperto di glassa bianca.

- Buccellato -

La cubbaita (pasta forte) invece è una specie di torrone fatto con miele cotto e mandorle, noccioline o sesamo (giuggiulena). Attenzione anche qui ai denti perché è abbastanza duretto dato che il miele si solidifica, ma è veramente squisito!

- Cubarda di noccioline -

Le mustazzole devono il loro nome alla mustacca che è una vivanda che gli antichi romani mangiavano durante i Saturnali. Sono dei semplici biscotti ripieni di miele e scorza d’arancia tritata.

Le sfince che, vi confesso, sono le mie preferite, sono chiamate anche sfince di San Giuseppe perché si mangiano anche il 19 marzo, come dice il nome. Noi però ce le mangiamo sempre! La ricetta tipica prevede la realizzazione di una pastella di farina, acqua e uova, che viene fritta in olio bollente o in strutto, poi ricoperta con una crema di ricotta (dolce ovviamente) di pecora con pezzetti di cioccolato, e guarnita da scorza d’arancia e pezzetti di pistacchio.

- Sfince -

Per il resto oltre a mangiare una serie di prelibatezze, mentre aspettiamo la mezzanotte per aprire i regali, andare in Chiesa o fare quello che più ci piace, organizziamo sempre delle tombolate e una cosa che non manca mai mentre giochiamo è lo scaccio, detto anche calia e simenza, cioè un misto di mandorle, noci, castagne, calia (ceci tostati), simenza (semi di zucca secchi e tostati), pistacchi e spesso anche frutta secca. Lo scaccio comunque non è una cosa che si mangia solo a Natale, anzi si può trovare in occasione di tutte le feste, comprese quelle paesane in cui lo vendono nei caratteristici “coppitelli”, ovvero un contenitore creato avvolgendo della carta a mo’ di cono (per intenderci, sono quelli che ci fanno i venditori di frutta, solo un po’ più piccolini).

Calia e Simenza

Probabilmente la gastronomia è la cosa di cui, in Sicilia, andiamo più fieri e penso anche a buon diritto. Se vi doveste trovare da queste parti almeno una volta nella vita, vi consiglio di assaggiare tutte queste cose perché veramente ne vale la pena, e non lo dico solo io che sono un’ottima forchetta!

8 pensieri su “Natale a Palermo

    • Purtroppo penso di no, però si può sempre provare a farlo!
      Magari ci può essere qualche pasticceria di qualche siciliano che sta al nord; sai, andando molto fieri della nostra gastronomia spesso pensiamo che esportare in altre regioni o addirittura all’estero le nostre pietanze possa essere redditizio. Comunque c’è da stare attenti perchè, per esempio, io una volta ho visto a Roma un negozio che faceva cassate e cannoli, ma ovviamente non erano quelli veri, solo delle imitazioni. In ogni caso, mica i romani sapevano il vero gusto, quindi magari se li mangiavano credendo che fossero buonissimi!

  1. In effetti è vero ciò che dici. Io una volta ho mangiato degli arancini a Catania che non avevano nulla a che fare con quelli comprati in una rosticceria di Milano.
    Comunque, andrò a vedere e poi ti farò sapere.

    Grazie intanto e ciao.

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