Natale in trincea

by Fabio Melis

Quando il Natale si avvicina mi torna alla mente una storia che ho appreso in montagna diversi anni fa’.

Mi trovavo nei pressi dell’antico borgo di Pejo, nel Trentino. Tornavo da una lunga escursione nei boschi e, stanco per il gran camminare, mi fermai in un pianoro. Magnifica era la vista sulla vallata e in lontananza sentivo le campane della chiesa.

Panorama di Pejo vecchia e delle sue campagne

– Splendida giornata, vero ? – Mi disse un anziano signore che, nel frattempo, mi si era accostato.

–  Già, veramente bella – risposi – son gli ultimi giorni della mia vacanza e spero proprio che il tempo continui ad assistermi.

Il vecchio mi chiese allora donde venissi e io, con orgoglio, gli parlai della mia città. Di Cagliari, del Golfo degli Angeli, trasparente e ricco di pesci d’argento, del suo cielo luminoso.

– Qui da noi – proseguì – l’estate volge al termine e quando scenderà l’inverno sarà veramente dura e… questa, caro mio, un tempo era zona di guerra… Voglio dire che è proprio in questi luoghi che i nostri Alpini si confrontavano in aspri combattimenti coi Cacciatori Imperiali Austriaci, ma – si interruppe – sei giovane, posso darti del tu?

–  Certo – risposi –  fa sempre piacere che gli altri colgano in noi ancora un barlume di gioventù… nonostante i capelli brizzolati e i primi mal di schiena.

– Su, su, che dici… sei giovane – rispose l’uomo – potessi avere la tua età! – Io, sai, ero bambino quando da queste parti si combatteva e la paura accompagnava quelle interminabili giornate. Avevamo fame, freddo… ma tremavamo per il fragore delle granate. Sentivamo la morte intabarrata che bussava con insistenza alla porta di casa.  I grandi parlavano sempre di quei poveri soldati “l’un contro l’altro armati”, pronti a uccidersi per soddisfar l’orgoglio dei potenti. Non c’era odio nell’animo di quelle truppe che, ad oltre tremila metri si contendevano le splendide vette dell’Ortles, del Cevedale e del San Matteo e spesso, tra chi combatteva in fronti opposti, si compivano atti di vera solidarietà. Raccontava mio padre che vi fu una notte di Natale fredda e silenziosa. Saliva dalle trincee austriache un forte profumo di tabacco e i nostri Alpini, attratti da quella fragranza, decisero una sortita e catturarono una vecchia sentinella. – Molto tabacco, poco pane. – Disse l’austriaco porgendo la propria dotazione di foglie intrecciate di tabacco ai soldati italiani. Questi, mossi a compassione, rincuorarono quel pover’uomo e, dopo avergli consegnato una grossa pagnotta, lo lasciarono andare …”

Abbiamo parlato per diverse ore, davanti a più di un grappino, nella penombra di un’ osteria, mentre gli altri giocavano a carte o a scacchi e il fumo saliva lento dalle pipe e dai sigari… Abbiamo parlato della generosità che è propria del cuore degli umili e dei derelitti, che si manifesta nel momento del bisogno e della disgrazia e… non solo a Natale. Quello spirito di solidarietà e altruismo che giammai alberga nell’animo dei potenti sempre pronti a portar la guerra dinnanzi alla soglia di casa degli altri.

Castello del Buon Consiglio - Trento -

Castello del Buon Consiglio - Trento -

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