In vacanza con …

un’amica

by Follettabacibaci

Domenica d’inverno, non c’è sveglia che suona, dalle tapparelle filtra una luce biancastra che promette una giornata uggiosa.
Mi rigiro nel lettone, il piumotto caldo e il cuscino di traverso, no proprio non mi va di alzarmi, decido di rimanere ancora un po’ a poltrire in questo limbo tiepido, dalla cucina arriva il fischio della moka elettrica, il profumo del caffè si spande fino in camera da letto e mi fa stare bene.
Decido, ormai è ora di alzarsi, guardo pigramente l’ora, sono le 8.30 del mattino e due occhietti neri mi stanno spiando dalla soglia, non hai il coraggio di entrare eppure mi chiami, non hai il coraggio di entrare perché sai che non devi, eppure sbadigli e sbuffi.
Un ammasso peloso bianco si sta stiracchiando vicino ai miei piedi mentre prendo il caffè, guaisci e dimeni la coda, ti metto un po’ di latte nella ciotola e tu mi guardi come se ti avessi fatto chissà quale regalo.
Bene mia cara, guardo fuori dalla finestra e vedo che quella cosa lattiginosa si sta pian piano alzando, era nebbia ma non porta sole, una cosa stranissima ma il cielo è leggermente velato. Quasi quasi lo sai che ti dico? Ci facciamo una scappatina al mare?
Doccia veloce, un paio di jeans e le scarpe da ginnastica, un maglione e un giaccone pesanti, prendo il guinzaglio ma so che non te lo metterò, tu sei una brava cana, le chiavi della 600 e via. Tu accovacciata sul sedile di dietro ti rigiri a darmi piccole spinte, poi metti il muso fuori del finestrino che tengo leggermente aperto, chiudi gli occhi e assapori il vento.
Arriviamo tranquillamente sulla costa, non c’è nessuno sulla Pontina, è troppo presto e troppo freddo, ma il sole si sta facendo spazio a fatica e presto riuscirà a spuntarla, il miracolo del mare, anche d’inverno non è mai brutto tempo (quasi mai).
Entro in un bar, tu docile mi aspetti seduta fuori, sai che poi avrai il tuo premio, insieme al mio caffè ti ho preso un “ventaglio”, si lo so che i dolci non li dovresti mangiare, ma oggi è una giornata speciale, siamo sole noi due come due vecchie amiche e possiamo permetterci anche qualche trasgressione.
La battigia è tranquilla, solo qualche pescatore che decide di riparare le reti, le onde si infrangono piano e fanno una leggera spuma, non c’è troppo vento ed io respiro quest’aria salmastra insieme al fumo della mia sigaretta.
Tu corri, ti scateni, sei felice quando mi porti un pezzo di legno rubato alle onde, e io seduta sul tronco di un albero che viene chissà da quali mondi lontani, lasciato chissà da quale mareggiata ad aspettare proprio me sulla costa laziale, ti guardo e rido delle tue capriole e dei tuoi tuffi mentre mi domando perché non senti freddo, misteri canini.
Sono ore che stiamo così, tu che corri ed io seduta a guardarti, tu che mi vieni vicino e aspetti le mie coccole, tu che mi abbai e io che ti strapazzo, il sole si è fatto basso all’orizzonte, è ora di tornare, ancora una passeggiatina sulla  rena bagnata, tu che mi guardi felice e mi slinguazzi per mostrarmi tutto il tuo amore, la giornata è finita, una giornata veramente speciale.
E chi lo dice che il mare d’inverno con una cara amica non è caldo come quello di agosto?

6 pensieri su “In vacanza con …

  1. Magnifica visione di voi due sulla spiaggia (anche il fumo della sigaretta ci stava bene). Hho sempre amato il mare d’inverno, ricordo ora con nostalgia le passeggiate coi miei figli piccoli, il vento che sollevava i loro capelli sui visetti arrossati e felice…avevo dimenticato.

  2. Sempre bravissima Folletta! Una storia bellissima. Non sai quanto mi piacerebbe avere un bel cagnolone e… quanto piacerebbe a mia figlia Sara! Però vivo in appartamento. In casa, per via del lavoro e della scuola, non c’è quasi mai nessuno e non vorrei che la bestiola soffrisse per la solitudine. Un caro saluto, Fabio

  3. Che meraviglia! Anche io amo il mare d’inverno e poi ho sempre desiderato avere un cane da portare in spiaggia a correre e a farmi compagnia. Anche se amo di più i gatti (sono “caratterialmente” più simili a me) e in casa ho avuto solo una micina, adoro i cani e credo siano degli amici fantastici!

  4. Non amo i cani. Non amo gli animali domestici in generale.
    Non sto dicendo che li disprezzo: dico che non li amo e che non ne vorrei.

    Quella bestiola, la cui felicità, la cui intera esistenza dipende da me e dai miei umori.
    Quella dipendenza così forte e quella quasi assoluta acquiescenza.
    Non mi va di prendermi tutto questo potere sulla natura, sui suoi figli. Non mi va questo scambio iniquo di affetti.

    Sì, iniquo. Se avessi avuto dei figli miei, allora sarebbe stato diverso; il loro destino, in relazione agli adulti, mi pare equo, dignitoso: dopo l’iniziale totale bisogno di noi, sono chiamati a divenire nostri pari, poi a superarci e infine a seppellirci, se le cose seguono il percorso auspicato.
    Non così per i nostri compagni a quattro zampe, il cui ciclo vitale è totalmente incluso in quello dei loro padroni. Padroni. Abbiamo voglia ad argomentare o a trovare eufemismi, come taluni si arrabattano a fare: la parola appropriata è “padroni”, la quale, applicata a un altro essere vivente, specialmente poi a un animale considerato superiore, come un cane, mi fa davvero impressione.

    Credo che mi piacerebbe di più un mondo in cui i cani fossero rimasti lupi o sciacalli, un mondo in cui l’uomo preistorico non li avesse mai addestrati alla caccia, con reciproco vantaggio, e infine addomesticati.

    Voglio essere sincero, Folletta: qualche volta, per certi atteggiamenti, mi infastidiscono perfino taluni padroni. Non ne conosci anche tu di quelli ai quali sembra scontato, obbligatorio che tutto il pianeta debba sciogliersi in brodo di giuggiole per il loro presunto campione di tenerezza? Non ti danno noia i tuoi omologhi, quando si sentono in diritto di avere, loro umani, un trattamento di favore, sulle strisce, sul marciapiede, sulla spiaggia, soltanto perché hanno al guinzaglio un più o meno tenero o aggressivo compagno?
    Che dire degli amici che mi invitano a casa loro e che lasciano che i primi a darmi il benvenuto siano due bestioni dal muso umido, dalle zampe sudice e dalle code bagnate e guizzanti, i quali sembrano avere come scopo principale quello di sporcarmi gli indumenti? Eppure sono cari amici e continuerò ad andare a casa loro, anche se vorrà dire che i due cagnoni aliteranno sul mio antipasto o sul mio aperitivo, poggiati sul tavolo basso del salotto. Pago questo prezzo per la loro amicizia e di buon grado.
    Però continuo a non amare i cani.

    Senza parlare delle volte in cui, per esempio lungo la strada dalla ferrovia a casa, mi spavento, al latrare improvviso da dietro una siepe, al punto che, specialmente se sono sovrappensiero, rischio di saltare dal marciapiede direttamente sulla strada, con tutti i pericoli che ne seguono.
    Per non dire delle volte in cui allargo il mio giro a piedi, se si prefigura l’incrocio con un cagnone di taglia e di aspetto poco rassicuranti, magari condotto senza tanta accortezza dal proprio padrone, senza museruola, senza richiamarlo con il guinzaglio, senza considerare che piacerebbe anche a me di occupare un po’ dello spazio comune. A volte, ne incrocio alcuni senza neppure il guinzaglio, mentre il padrone ritiene di poterli controllare con qualche verso o parola, beandosi intimamente però del menefreghismo della bestia e sorridendo a me, più in cerca di complicità che di perdono.
    Eppure le cronache, periodicamente, riportano di aggressioni di cani alle persone. A volte persino agli stessi padroni. In alcuni casi, con conseguenze gravi o addirittura mortali.
    Eppure no: ci sono tanti padroni di cani ai quali sembra la cosa più normale che il loro animale si prenda le libertà che crede.

    Sono bestie, perbacco. Come dimenticarlo? Sono bestie. Lo dico con accento neutro, né di condanna né di plauso. Sono bestie. Punto.

    Mi dispiace: ti considero una persona ricca di cose da dire e da condividere e mi piace leggerti, ma sento di non riuscire proprio ad amarla, la tua amica cara. Ti chiedo perdono, per questo. Da essere umano a essere umano.

    Con i migliori auguri a entrambe voi.

  5. Caro Luciano,
    come non condividere le tue parole!
    Il mondo è pieno di persone MALEDUCATE!
    Sto pensando a quei genitori che al ristorante lasciano correre fra i tavoli i loro bambini, spesso troppo sguaiati. A volte è quasi impossible mangiare con quei piccoli mostri che si appendono alle nostre sedie rovesciano bicchieri colmi di cocacola e si nascondono sotto i tavoli cercando fra le nostre gambe improbabili nascondigli.
    Per non parlare dei giornali, che riportano tutti i giorni di rapimenti, aggressioni, stupri e morti assurde: genitori che uccidono i propri figli e figli che uccidono i propri genitori e tutto questo temo in percentuale follemente maggiore rispetto ad aggressioni canine!
    Credimi è l’uomo ad essere troppo spesso una BESTIA (con tutti gli accenti del caso e condanna)!
    Da essere umano a essere umano: le tue parole fanno riflettere … sono più di venti anni che accolgo nella mia casa cani e gatti. Nessuno di loro mi a mai fatto del male con intento e volontà di farlo.
    Purtroppo non posso davvero dire lo stesso dell’essere umano!
    Ti abbraccio.
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