La Fotografa Bambinaia

by Grimilde

Alla morte della sorella  Emily, Lavinia Dickinson scopre in camera sua un “tesoro” di 1775 poesie scritte su foglietti cuciti insieme ed ordinati in raccoglitori.

Emily non usciva di casa da decenni, vestiva sempre di bianco e non aveva amicizie.

Questa scoperta ha rivelato una delle più rappresentative poetesse americane.

Grazie ad un cartello “Vendesi”, Raja Khara si avvicina ad una casa nella provincia di Biella e ha trovato al suo interno 500 opere di un artista che per 18 anni aveva vissuto in totale e volontaria clausura: Pordenone Americo Montanari. I dipinti, sottoposti ad esami critici, hanno rivoluzionato la storia della pittura italiana del dopoguerra.

Andando ad un’asta di merce pignorata, John Maloof, giovane agente immobiliare di Chicago, acquista un armadio contente uno scatolone di fotografie e pellicole.
Guardando quelle foto, si accorge di essere di fronte ad un vero e proprio “caso” fotografico.

Migliaia di immagini in bianco e nero raccontano ai suoi occhi la vita, le persone e i fatti di una Chicago ormai quasi del tutto perduta.

A scattarle, come John scoprì grazie ad una busta dello studio fotografico dove venivano stampate le foto, una donna di nome Vivian Maier.

Francese, emigrata negli Stati Uniti negli anni ’30, ha lavorato 40 anni come bambinaia.

Femminista, appassionata di fotografia e di cinema, anti-cattolica, socialista.

Imparò la lingua inglese nei teatri e scattava fotografie con una Rolleiflex doppia lente.

La sua produzione ammonta a qualcosa come 100.000 scatti, di cui solo una minima parte furono stampati.

© Vivian Maier

 

Dopo aver finalmente saputo chi era l’autrice di una così importante testimonianza, Maloof cercò Vivian su Google, per scoprire che era morta 2 giorni prima.

Da quel momento, John si interroga su come utilizzare l’immenso patrimonio di cui si ritrova ad essere responsabile. Così decide di aprire un blog dove postare tutte le foto già stampate, ed aggiungere quelle che man mano sviluppa. Questa a mio avviso è la cosa più affascinante della vicenda: moltissime delle sue pellicole sono ancora da rivelare.

È quindi un’opera che ancora non conosce fine…

© Vivian Maier

 

Vivian racconta ciò che vede, ciò che le passa davanti agli occhi mentre cammina per la città.

I suoi scatti quindi si possono definire di “street photography”, ovvero il genere proprio degli scatti candid, dove gli esseri umani sono soggetti e coreografia insieme.

Sicuramente Vivian lo faceva per se’, altrimenti non avrebbe mantenuto le sue foto segrete e addirittura su pellicola, ma in ogni caso doveva avere delle buone conoscenze di tecnica e composizione, perché i suoi scatti sono decisamente ben fatti, armonici ed emozionanti.

© Vivian Maier

© Vivian Maier

© Vivian Maier

 

Queste sono solo alcune delle centinaia di foto presenti sul blog di John Mallof, dove le parole sono quasi assenti. Sono le immagini, che parlano.

 

http://vivianmaier.blogspot.com/

8 pensieri su “La Fotografa Bambinaia

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