Sposi, mare, foto e parole

by Antonella

La donna se ne stava seduta proprio lì, a poca distanza da me, sul bordo di una delle tante, tipiche  rocce di quel luogo arcaico, arroventate dal sole, erose dal vento, dall’acqua e dalla salsedine. Se ne stava lì, a pochi passi dagli ombrelloni bianchi, con un lieve accenno di sorriso sulle labbra, totalmente assorta nei suoi pensieri più che affascinata dal luogo. Alle sue spalle uno stretto sentiero di terra battuta, coperta da aghi di pino, conduceva al boschetto delle piante di aloe, sotto.

L’ombra e il profumo delle conifere. Mentre preparavo la macchina fotografica all’ennesimo scatto, capii cosa stava osservando. Non lontano da noi, sulla sponda opposta, una piccola nave galleggiante accoglieva gli invitati a bordo. Amici, cugini, parenti e finalmente loro: la sposa accompagnata dal padre.  Avanzavano verso L’instabile ponte sospeso sull’acqua, alla fine del quale lo sposo attendeva, tra i gridolini entusiasti, l’arrivo di sua moglie. L’insolita scenografia aveva solleticato tutta la sua curiosità. Quale sorpresa per me, a distanza di qualche giorno, ritrovare in un altro luogo la stessa donna in atteggiamento simile. Il lieve sorriso, lo sguardo fisso, tutto il suo essere catturato ancora dalla scena.  Di nuovo un matrimonio. Questa volta loro sono giovanissimi, teneri, sorridenti. Il posto, nel suo insieme, sembra quasi surreale. L’armonia delle curve della struttura interna contrasta con le selvagge forme naturali scolpite dagli elementi all’esterno.

Mi guardo un po’ in giro, affascinata dal chiaroscuro del pavimento, dal bianco delle mura, dal contrasto dell’azzurro del mare che, in lontananza, fa capolino attraverso gli archi. Mi soffermo ancora a scattare foto, incantata dal luogo. Un gatto sembra assorto. Ne approfitto per un ritratto spontaneo. All’interno pochi visitatori, una mostra fotografica e la cerimonia in corso. Nelle sale bianche riecheggiano il pianto di un neonato e le voci agitate di un gruppetto di bimbi che scorrazzano liberamente.  Gli adulti, eleganti, sono assorti. I loro sguardi sono rivolti verso il piccolo altare al centro della sala.  Fiori ovunque.

Ci sono momenti, in cui – per analogia – il pensiero vola verso situazioni che sfiorano le nostre vite quotidiane. Quella donna, ed in particolare la sua espressione, mi riportano spesso il viso e le parole di una mia amica. Mi sono sempre chiesta se fosse un suo sogno. Se desiderasse un marito, un figlio, una famiglia calorosa. E mi sono sempre domandata quale fosse il limite.

Un’amica dovrebbe essere sincera e condividere i propri pensieri, ma qual. E’ il confine? E soprattutto, se la mia idea fosse giusta, se riuscissi a vedere chiaramente che la sua vita ha bisogno di una svolta, prima che il tempo sfugga via verso il punto di non ritorno, come dovrei comunicarlo, senza ferirla? Quali le parole, i discorsi e il contesto ?

Se un giorno, scaricando le foto dal reflex al computer, mi apparisse l’immagine di una donna sola, senza sorriso, con lo sguardo spento e le rughe sul viso, riuscirei a sopportare l’idea di non aver saputo trovare le parole?

 

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3 pensieri su “Sposi, mare, foto e parole

  1. Domanda difficile.
    A volte noi vediamo una verità che altri non vedono, mi chiedo anche io fino a che punto può/deve arrivare l’amicizia sapendo di poter causare dolore e sofferenza nell’altro.
    Nel dubbio, ho preferito tacere.

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