Un mare di emozioni

By Valentina

 

La vita più intensa è raccontata in sintesi dal suono più rudimentale: quello dell’onda del mare che da quando si forma muta ad ogni istante.”

Italo Svevo, da La coscienza di Zeno

Quando mi è arrivata l’e-mail di Sol che ci comunicava il tema dell’ottavo numero di The Best, ho letto che si parlava di mare e ho pensato “questo sarà facile, almeno per una come me che vive in un posto di mare”. Poi però i pensieri, le sensazioni e i ricordi legati al mio mare si sono affollati nella mia mente e giuro che ho fatto un po’ di fatica a mettere in ordine le idee.

Da quello che so e che ho visto in delle vecchie foto il mio primo contatto col mare è stato a poco meno di un mese dalla mia nascita: sono nata a fine luglio e già a metà agosto ero in spiaggia con passeggino, biberon, ciuccio e canottino al seguito. Ovviamente non posso ricordarmi ciò che provai quella volta, però so per certo che il mare l’ho sempre amato, quindi l’impatto dev’essere stato estremamente positivo.

Per me il mare è qualcosa di meraviglioso. C’è chi quando pensa al mare pensa all’estate, ai lidi, ai bagni, al sole cocente e alla fine è anche giusto perché la maggior parte della gente, vuoi per il lavoro, vuoi per altri motivi, se lo gusta meglio nella stagione calda. Però io lo preferisco in inverno. Non riesco a spiegare quanto sia rilassante mettersi lì, sulla spiaggia o su uno scoglio, a guardare le onde e ad ascoltare il dolce rumore della risacca, lontani dal traffico del centro, dalle chiacchiere e dalla frenesia cittadina. In inverno una cosa che faccio spesso è andare nella zona di Mondello, la mattina, a prendere un gelato e a gustarlo sulla panchina di un moletto, sotto il sole della mia bellissima terra, guardando estasiata il volo dei gabbiani. E’ uno spettacolo incredibile.

Io il mio mare lo amo sempre, quando è calmo, quando è agitato… In ogni momento della giornata. In estate dato che villeggio in una zona più vicina alla spiaggia, amo andarci la mattina presto, quando non c’è ancora nessuno ed è tutto tranquillo. Poi arriva la confusione, e non c’è più la possibilità di goderne al meglio fino al tramonto, quando la gente comincia a tornare a casa, il cielo si tinge di rosso e il sole comincia a tuffarsi nell’acqua cristallina. Per non parlare della notte, quando tutto è buio e riesci a vedere le i movimenti dell’acqua grazie al riflesso che la luna vi proietta, quando guardi le stelle accompagnato dallo sciabordio delle onde. Mi è capitato diverse volte, in occasione della notte di San Lorenzo, di andare in spiaggia a guardare il cielo, com’è consuetudine, nella speranza di vedere una stella cadente ed esprimere un desiderio, e devo dire che è una cosa davvero speciale stare lì, distesa in silenzio o con qualche amico, in quel paesaggio che a causa del buio non vedi bene, ma che percepisci con tutto te stesso, forse perché ci sei nato e lo conosci alla perfezione, o forse perché ti pervade completamente e ti rapisce.

Il mare però non significa solo guardarlo e apprezzarne la bellezza, significa anche viverlo. Io, come ho già detto, in estate vado in spiaggia molto presto, quando ancora devono aprire i cancelli del lido, e amo fare le mie nuotate al largo in tutta tranquillità, scivolare nell’acqua e allontanarmi dalla riva. Una delle cose più belle di queste lunghe nuotate è che arrivati ad una certa distanza dalla battigia non si sente più nulla di ciò che accade lì, dove stanno gli ombrelloni e le persone che prendono il sole, ma si sente solo il rumore dell’acqua e il verso dei gabbiani che volano e poi si fermano sulle boe.

Questi sono alcuni dei motivi per cui sono davvero felice di essere nata e vivere qui. La mia speranza è quella di restarci sempre e tuffarmi in questo idillio ogni volta che posso e che voglio.

12 pensieri su “Un mare di emozioni

  1. @ Valentina: tu hai il potere di farmi venire tanta nostalgia della mia bella Sicilia e lo dico, ovviamente in positivo.

    Molto belle le tue foto, cariche di tanta emozione.

    Complimenti!

    • Grazie Arthur, mi fa veramente molto piacere! Come diceva una mia amica che ha letto la versione sfogliabile poco fa, “non sei siciliano se non ami il mare. Infatti è proprio il mare che quelli che per qualsiasi motivo si allontanano dalla Sicilia rimpiangono più di ogni altra cosa”. E’ proprio questo che ci unisce e caratterizza: quel tipo di sensibilità legata alla nostra terra.

  2. Pingback: News e consigli utili « Alius et Idem

    • Grazie blandina! In realtà all’inizio non ero tanto convinta del pezzo, perchè solitamente quando scrivo non mi lascio andare molto, non sono molto sentimentalista🙂 Piuttosto, sono più distaccata e fredda. Diciamo che dopo averlo scritto non ci ho riconosciuto il mio “stile”. Però dalle vostre opinioni vedo che non dev’essere venuto tanto male, e di questo sono contentissima🙂

  3. Davvero coinvolgente, si percepiscono le tue emozioni, e nelle situazioni che descrivi così bene riaffiorano i ricordi passati e le sensazioni di momenti che anche io ho vissuto, pur non abitando in un posto di mare.

    • Carissima, come ho detto a blandina, non mi rispecchio tanto in questo modo di scrivere. Diciamo che è stato un esperimento e dato che il mio scopo era (come hai avvertito tu) farvi percepire le mie emozioni e il calore dei miei ricordi, penso di poter dire che è riuscito .p

  4. Non sono fiorentino. Non mi sento di nessun posto, in verità; però adoro Firenze e perfino mi rincresce di vivere in provincia, seppure a venti o trenta minuti di treno, anziché in città.
    Se alcune cose andranno come mi auguro, può darsi che io riesca a tornare presto in centro.

    Più passano gli anni, più questo desiderio si accentua.
    Scopro che c’è soltanto un altro posto in cui potrei vivere: a bordo di una barca, in giro per i mari del mondo, per poi tornare a casa, sia pure dopo anni; ma qua, qua dove aspiriamo la lettera c.

    In passato ho ipotizzato anche di andare a vivere sul mare, come ci vissi dali zero agli otto anni.
    Eppure non sono convinto.
    Non sono certo di invidiare chi ci abita. Dico però che se uno c’è nato, sul mare, e ancora ci vive, allora quello è uno strafortunato e non può che essere arcicontento.

    • Luciano, io credo che se nasciamo in un determinato posto ci abituiamo e ci appassioniamo ad esso. Ad esempio, io che sono nata sul mare dico che non potrei mai vivere in altri posti perchè sono sempre stata qui. Probabilmente se fossi nata in Valle d’Aosta non riuscirei a separarmi dalle montagne. Certo, quello è un paesaggio che mi attira molto (forse perchè non sono abituata a goderne), però, come dici tu, “non sono certa di invidiare chi ci abita”.
      Alla fine siamo sempre attaccati al posto in cui viviamo e nonostante ci sia la voglia di vedere paesaggi nuovi, poi si sente sempre il bisogno di ritornare a casa.

  5. Io sono nato nella parte opposta dell’Italia, all’estremo nordest, ma anch’io ho lo stesso attaccamento al Mare… non penso sia una caratteristica siciliana o triestina, o quel che vuoi, è un tratto che accomuna tutti i popoli del mare, e che li differenzia da chi, magari a pochi chilometri, vive nell’interno

    Un cosa che piaceva fare a me, e piace ancora quelle poche volte che posso, è rimanere in spiaggia fino alla fine, fino al tramonto, come dici tu, e magari sentire ancora sulla pelle il calore della giornata appena passata…

  6. Sono diversi anni che non vado più al mare in estate. Riesco a strappare poche ore solo in autunno. Ed è relax, sarà il rumore delle onde, sarà ‘odore del mare misto a quello dei pini marittimi, non so cos’è, ma torno a casa serena, svuotata da ogni pensiero. Se avessi abbastanza soldi, comprerei una micro casetta sulla costa non per viverci sempre,ma per potermici rifuggiare ogni volta che ne sentissi la necessità.

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