Verso il mare

by Riccardo Uccheddu

Odio l’inverno.

Se alla fine di questa vita dovessi finire all’Inferno, andrei sicuramente a sbattere la mia sontuosissima pancia contro degli enormi ed ottusi pezzi di ghiaccio.

Insomma, il mio Enfer rischierà d’essere un luogo non solo d’eterno dolore (per citare quell’antico cantautore fiorentino) ma anche di maledettissimo freddo!

Vi prego poi di notare come inverno ed Inferno facciano rima…

Bene, proprio in inverno io penso molto all’estate ed al mare, il suo dono migliore.

In estate mi piace molto fingere di nuotare e correre sulle varie spiagge, col sole che (vecchio ed esperto batterista) mi picchia sulla pelle un simpatico tempo di boogie-blues.

Mi piace perfino fare i castelli di sabbia!

Amo verso il tramonto cantare e suonare… una chitarra che arpeggia o anche che accompagna la mia voce (beh, per quella pazienza!) che bofonchia qualche canzone, l’armonica che si arrampica come un gabbiano sciancato ma esaltato nel blu dipinto di blues, dei bongos sullo sfondo…

In estate si gitizza alla grande… le auto che sudano su per le salite o che scivolano giù per le discese, il mare da una parte e le dolci rocce strapiombanti dall’altra, i Rolling Stones che cantano You can’t always get what you want. Come si può fare a meno di tutto ciò?!

E ci sono dei momenti in cui fisso il mare ed i riflessi del sole laggiù, verso l’orizzonte… è tutto così vivo, pulsante e nello stesso tempo immobile; che sia quella l’eternità?

Forse in quei momenti vorrei trovarmi a bordo di una barca che mi porti lontano, non solo sul mare ma oltre l’orizzonte… verso dove, non so.

In quei momenti sono solo con me stesso ma non mi sento solo. So che la mia famiglia ed i miei amici ci sono e di questo sono felice, ma io sono altrove. Ho bisogno d’assentarmi per quelli che a volte sono soltanto pochi istanti, per sentirmi in armonia con me stesso e con la natura.

Spesso cammino sugli scogli o esploro le dune… chissà, forse un giorno incontrerò il fantasma di qualche antico marinaio spagnolo o magari, fenicio; il flamenco lo conosco, la musica dei fenici, no.

Ma mi immagino appunto i fenici come dei brav’uomini: sono sicuro che se dovessi stonare un po’, non ci baderanno più di tanto.

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8 pensieri su “Verso il mare

  1. Col passare degli anni tollero poco il freddo e… anch’io penso molto all’estate e al mare che in questa stagione si offre a noi nella sua veste più bella. Però non sopporto la folla, gli schiamazzi e anche a me talvolta capita di cercare un po’ di quiete sugli scogli o con una bella nuotata al largo. Un caro saluto, Fabio

  2. Caro mio, certe veleggiate, d’inverno!
    Mi piace davvero molto il mare, in qualsiasi stagione.
    Pensa che ieri pomeriggio, scendendo da una corriera davanti alla stazione di Firenze SMN, il profumo del suolo cittadino, umido per la pioggia di alcune ore, ma in quel momento illuminato da una schiarita ampia e persistente, l’odore di gasolio rilasciato dal veicolo e la presenza di una brezza leggera leggera mi hanno catapultato in porto.
    Soffro spesso di allucinazioni olfattive e quelle di ambiente marino sono le mie preferite.

    Dici: “Forse in quei momenti vorrei trovarmi a bordo di una barca che mi porti lontano, non solo sul mare ma oltre l’orizzonte… verso dove, non so”.
    Ebbene: una delle ragioni principali che mi spingono ad amare la barca a vela è proprio la possibilità di andare oltre l’orizzonte. È bello sognare una donna; incontrarla può rivelarsi fantastico.
    Perché una volta o l’altra non ti unisci a noi per una veleggiata di qualche giorno?

  3. Blandina: in effetti, quel trovarsi altrove (magari solo con la mente o con l’anima) è più importante dell’aria.
    E per stare bene con la gente, a volte è importante non farsi soffocare da lei…
    Ciao e grazie per aver apprezzato!

    Fabio: sì, gli schiamazzi possono essere molto fastidiosi… anche perchè, spesso, si tratta appunto di cafonaggine e non d’autentica allegria, sia pure “ruspante”!
    Un caro saluto anche a te!

    Luciano: “allucinazioni olfattive”… è una definizione stupenda. Ma da dove sei andato a pescarla?
    Poi, dato che si tratta di mare, il verbo pescare va benissimo….
    Velggiare, però… non saprei, su una barca risulterei inutile, se non addirittura di peso.
    Salutone.

  4. “SEMPRE CAMMINERO’PER QUESTE SPIAGGE,
    IN MEZZO ALLA SABBIA E ALLA SPUMA.
    LA MAREA CANCELLERA’ LE MIE IMPRONTE,
    E IL VENTO SOFFIERA’ SOPRA LA SPUMA
    MA IL MARE E LA SPIAGGIA RIMARRANNO
    PER SEMPRE”.

    KAHLIL GIBRAN RICCARDO SONO LA FENICE RISORTA. MA ADESSO MI CHIAMO GIBRAN.

  5. Vorrei tanto camminare in una spiaggia deserta,sdrairmi quardare la luna,le stelle e pensare alla mia rinascita (chi sarò)?
    Ciao Riccardo a presto Lidia.

  6. Ciao e benvenuta anche qui, di cuore!
    Ho apprezzato molto i versi… contengono una malinconia che devo dire, non guasta.
    La rinascita… chissà, quella è veramente un grande mistero, un mistero che non possiamo sperare di risolvere.
    Ma naturalmente tutti noi speriamo in una dimensione o in una situazione di pace, benessere… per quanto riguarda me, di pace e serenità soprattutto con me stesso.
    Quella è forse la cosa più difficile!
    Salutone e grazie!

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