Quel “Piccolo Principe” che vive in noi

by Fabio Melis

Credo che per scrivere un libro come “Il Piccolo Principe” bisogna aver molto vissuto e sofferto. Credo che occorra la capacità di vedere il mondo dall’alto, con sereno distacco e mai con disinteresse. Non a caso Antoine De Saint-Exupery era un aviatore, un pilota professionista, vissuto in un’epoca in cui volare era un’autentica impresa. Un sogno che si realizzava dopo secoli di speranze, progetti e temerari tentativi.

Immaginate che avventura essere un pilota dell’Aeropostale, nei primi anni trenta: portare la corrispondenza alla gente per via aerea, essere artefice di comunicazione e sviluppo! Chissà quanti pensieri hanno attraversato la mente di Antoine mentre volava col suo aeroplano d’argento, sfiorava le nubi, sfidava i bagliori solari e osservava la luna e le stelle nel cielo notturno! Sono convinto che, in quella solitudine celeste, abbia tante volte ritrovato sé stesso, distaccandosi da un mondo fatuo, animato prevalentemente da ambizioni, avidità, brama di potere, dal culto dell’apparenza.

Ecco, a me torna spesso alla mente la storia dell’asteroide B612 e del suo bizzarro scopritore: “Quando un astronomo scopre uno di questi, gli da per nome un numero. Lo chiama, per esempio, “l’asteroide 3251”. Ho serie ragioni per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe è l’asteroide B612. Questo asteroide è stato visto una sola volta al telescopio da un astronomo turco. Aveva fatto allora una grande dimostrazione della sua scoperta ad un Congresso Internazionale di Astronomia. Ma in costume, così come era, nessuno lo aveva preso sul serio. I grandi son fatti così. Fortunatamente per la reputazione dell’asteroide B612, un dittatore turco impose al suo popolo, sotto pena di morte, di vestire all’europea. L’astronomo rifece la sua dimostrazione nel 1920 con un abito molto elegante. E, questa volta, tutto il mondo fu con lui…” In quelle lunghe ore trascorse fra cielo e terra, Saint-Exupery ha certamente pensato a quella capacità tutta infantile di spingersi oltre con lo sguardo. Là dove gli occhi di un adulto non possono arrivare perché accecati dall’ansia di perseguire smodate ambizioni: – Ho incontrato molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto in mezzo ai grandi – dice Antoine De Saint-Exupery – li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l’opinione che avevo di loro non è molto migliorata… –  Perché negli adulti non è facile trovare spontaneità, entusiasmo, altruismo, capacità di comprendere. Per molti di loro la vita è un luogo comune e, per questo, conclude il nostro autore – mi abbasso al loro livello, parlo di bridge, di golf, di politica, di cravatte e quella persona si mostra soddisfatta di aver trovato un uomo tanto sensibile! – In queste parole c’è tanta ironia nei confronti di un’umanità che ha perso il senso dell’essenziale, che non può volare alto guardando il mondo col cuore oltre che con gli occhi.

Allora anch’io, tante volte, provo un senso di disagio quando sento i grandi parlar di soldi e affari e far della convenienza e dell’opportunismo un abito mentale. Quando mi trovo in queste situazioni, quasi vorrei fuggire perché proprio non mi va di parlar di beni immobili e speculazioni. Calcio, moda e… “ gratta e vinci”. Preferisco non confrontarmi con chi vuol apparire scaltro e capace negli affari, con chi ostenta una magniloquente sicumera ma, alla fine, naviga a vista. Una notte, in sogno, ho visto il mio aereo che, come quello di Antoine de Saint – Exupery, compiva un atterraggio di fortuna sulle sabbie del deserto. Ricordo anch’io un bambino, animato da una serena malinconia che incalzava coi suoi racconti e i suoi perché. Forse lo avevo visto tanti anni fa’ e, non so perché, mi son specchiato in quell’immagine ritrovando molte cose che avevo perduto. In lui non c’era la boria e le certezze che accompagnano gli adulti ma una dolce insicurezza, un’allegra tristezza che lo sosteneva. Quel “Piccolo Principe” che,  come tutti i bambini, sapeva veramente quel che voleva “… cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia…” Ma ha lasciato per sempre un segno nella mia anima.

3 pensieri su “Quel “Piccolo Principe” che vive in noi

  1. Il piccolo Principe è il libro che mi ha fatto sognare.Le frasi che vi ho letto sono impresse nel mio cuore come un sigillo e La Rosa per me sarà sempre unica perchè le altre,benchè uguali, saranno solo simili..

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...