Editoriale

  Voto contro il XXI secolo!

 by Solindue

“Votare contro anni della mia vita?
In nessun caso, nonostante il brutto che c’è stato e non dimenticando il meglio che invece mi hanno regalato.
Sorry, ma stavolta non saprei cosa scrivere, se non fingendo.
A cosa serve la rabbia se non la si canalizza in qualcosa di proficuo?
Certo, ci si sfoga e fa bene alla salute ma poi occorre un passo per uscire dalla nuvola nera.
Nonostante l’11 settembre il mondo non si è fermato, certamente è cambiato ma è parte di noi e noi abbiamo la stessa responsabilità di chi al nuovo cambiamento non si è adeguato.
Cerchiamo il meglio che dia speranza in questi momenti di difficoltà.
Arrabbiamoci pure, ma poi tramutiamo questa energia in forza per ricostruire ciò che ai nostri figli è diritto godere: un mondo degno dell’uomo.”

Così, senza troppi giri di parole, ci ha risposto Spaziocorrente, poco dopo aver ricevuto la mail dalla redazione che forniva il titolo e le linee guida per gli articoli di questo The Best.

… e non è stato l’unico. Un po’ tutti i nostri collaboratori, chi più, chi meno, si sono gentilmente ribellati alla negatività caratterizzante il titolo  “voto contro”.  La maggior parte degli articoli che leggerete sono infatti concilianti. Bene, davvero bene. La positività del vostro carattere ha vinto ancora una volta. E’ un grande piacere leggervi.

Ma è chiaro che la scelta del titolo è stata provocatoria, forse un po’ azzardata, ma è nel mio stile lanciare le sfide per cercare poi di registrare le reazioni; come dice Arthur non voleva  essere “la riscossa o il riscatto alle disavventure della nostra vita, ma piuttosto uno sfogo che nell’indulgenza e nell’ironia trova il suo vero motivo di esistere.”

Perfettamente in tema con il titolo che ho scelto, sarà il mio editoriale.

Voto contro questo inizio di XXI secolo non perché la crisi non finisce; non perché i reality fanno da padroni in televisione; non perché la frutta da acerba diventa marcia; non perché le borse continuano a scendere; non perché ho perso mio padre; non perché son circondata da zanzare tigre;  non perché Moody’s ci ha declassato; non perché la benzina continua a salire;  non perché i miei figli son diventati orfani;  non perché mancano le mezze stagioni; non perché mi hanno rubato un motorino e una bicicletta … ma per un problema  più grande  e generalizzato che sconvolge la vita delle famiglie con figli in età scolare da circa un decennio abbondante: l’invasione nelle scuole dei pidocchi.

Primo anno di asilo. Quel batuffolino di bambino è pronto. A casa ne abbiamo parlato a lungo e il piccolo sembra convinto. Il grembiulino azzurro nuovo è intonso. Il panierino è perfetto con l’immagine di Topolino e Qui, Quo, Qua colorata. Dentro un bel panino con la marmellata, uno yogurt da bere e un succo di frutta.

Arriviamo all’asilo.

Il caos nella stanza dell’asilo terrificante.

Bambini che piangono, rossi, sudati, coi nasini gocciolanti.

Bambini che cercano di scappare; bambini attaccati ai pantaloni dei genitori in preda al panico.

Il distacco è terribile.

Genitori che scivolano via di soppiatto dalla stanza, a testa bassa, colpevoli di voler far crescere i propri figli troppo in fretta.

Genitori con i sensi di colpa per aver scelto di lavorare.

Genitori costretti dalla crisi a scegliere il tempo pieno, a scegliere di lasciare i figli, forse ancora troppo piccoli all’asilo.

Genitori e figli abbandonati.

Ma il peggio deve ancora avvenire.

Passa il primo mese di asilo e se da un lato la situazione di crisi per abbandono si affievolisce arriva, normalmente di venerdì, il primo comunicato ufficiale dalla scuola: “Si prega di controllare nel fine settimana  la testa dei bambini perché sono stati rilevati casi di pediculosi in classe.”

Pediculosi? Vai su Wikipedia e scopri che tuo figlio ha i pidocchi, che tu hai i pidocchi… che i peluche di tuo figlio hanno i pidocchi.

E così fra uno shampoo e una  lozione per tre anni di asilo, cinque di elementari e qualche anno di scuola media trascini la tua vita sperando che “almeno questa volta sia l’ultima”.

Data dell’ultimo shampoo 6 ottobre 2011.

Quindi sì, io voto contro il XXI secolo, e spesso mi domando “Ma questo, invaso dai pidocchi, è un mondo degno dell’uomo?”

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9 pensieri su “Editoriale

  1. Divertente!

    In ogni caso anche io “voto contro il XXI secolo, e spesso mi domando”: Ma questo, invaso dagli uomini, è un mondo degno dei pidocchi, delle pantere, degli emù, degli usignoli, dei calabroni, dei crotali, delle nasue, degli sgombri, delle amebe, dei piccioni, dei mufloni, degli avvoltoi, dei cincillà, degli orsi marsicani, dei draghi di Comodo, delle upupe, dei pastori tedeschi, degli aironi cinerini, dei leoni marini, dei pesci martello, delle ghiandaie, dei gatti persiani, delle volpi argentate, dei cavalli, degli ornitorinchi, dei panda, dei pappagalli, delle puzzole, degli squali balena, delle zanzare tigre, delle trote salmonate, delle aquile reali, delle pantegane, delle poiane, delle formiche, dei formichieri, degli scarafaggi, delle tartarughe, del delfini, dei leoni, delle lucciole e di tutte le 1800 migliaia di specie classificate?

    [tanto per restare con il tema di questo fascicolo].

  2. Come non darti ragione, Blandina, la nostra Sol’ è veramente una ganza. Pensa che quando metto insieme testi e quant’altro nel magazine che poi pubblichiamo su Issuu, mi capita di tornarci spesso sui suoi editoriali, mi piace la sua sottile ironia, del tipo che con il sorriso sulle labbra, ti racconta le cose e alla fine mi dico: mannaggia, perché non ci avevo pensato io? 🙂

    Credo sia nata per questo, ma mi sa che non ti dico nulla di nuovo.

    Sì, è veramente fantastica!

  3. Questo è un secolo che sta tornando a 100 all’ora (o se possibile anche più velocemente) indietro di secoli.
    Il fatto che in un asilo possano esserci i pidocchi è sintomo di come la scuola ed i bambini non siano considerati IMPORTANTI…
    Il che equivale a dire che non lo sono neanche l’istruzione e le future generazioni.
    Ma del resto viviamo in un mondo ed in un tempo in cui: si salvano le banche coi soldi pubblici; si fanno delle guerre che si chiamano “umanitarie”; si dice “o voti il referendum che dico io o chiudo la fabbrica”; si ciancia della famiglia da mane a sera ma dilagano coca e donnine allegre e gli anziani muoiono abbandonati da tutti ecc. ecc….
    La “butto” in politica?
    Forse… ma nel senso di ciò che fa parte della polis, della città o comunità in cui tutti noi viviamo o FINGIAMO di farlo.
    Ma non scoraggiamoci; in futuro andrà senz’altro peggio!

  4. …quanti ricordi!!!
    …cara Sol, è vero, sei ganzissima!!!
    E c’hai ragione al dumila per cento…
    Tutto fa rabbia, ma son le piccole spesso che fanno la differenza!
    Codivido ciò che scrive il Sig..Luciano..
    …l’importanza dei nostri bambini si vede dalle piccole cose…
    questi esserini che s’infilano nelle case ignare..e si espandono a velocità
    supersonica…pensi che non ci sai caduta la mia piccola ciospina?
    io fortunatamente no…si dice che sui capelli tinti non attecchiscono…sarà vero???
    non mi son documentata…ormai son passati 15 anni e oltre…sara a scuola non va più..ma si vocifera che
    anche gli studenti univesitari…qualcuno per capello ne tramandano…
    ..via..urliamo a più non posso…che tanto non ci sente nessuno…ahimè!

    vento

  5. …quanti ricordi!!!
    …cara Sol, è vero, sei ganzissima!!!
    E c’hai ragione al dumila per cento…
    Tutto fa rabbia, ma son le piccole spesso che fanno la differenza!
    Codivido ciò che scrive il Sig..Luciano..
    …l’importanza dei nostri bambini si vede dalle piccole cose…
    questi esserini che s’infilano nelle case ignare..e si espandono a velocità
    supersonica…pensi che non ci sai caduta la mia piccola ciospina?
    io fortunatamente no…si dice che sui capelli tinti non attecchiscono…sarà vero???
    non mi son documentata…ormai son passati 15 anni e oltre…sara a scuola non va più..ma si vocifera che
    anche gli studenti universitari…qualcuno per capello ne tramandano…
    ..via..urliamo a più non posso…che tanto non ci sente nessuno…ahimè!

    vento

  6. Urlerei anch’io come la protagonista di Psyco a questo nuovo Millennio, mi ha portato via la mamma il matrimonio e mi ha regalato una malattia(per fortuna) sparita..tanti problemi in più( ma quello si sapeva) un paio di amicizie strambe ed un legame sbagliato..se tornassi indietro direi con la faccia molto seria,allo scoccare della mezzanotte del 2000:”Fermate il mondo voglio scendere”!P.S.L’unico percorso che rifarei è la fine del matrimonio,almeno il mio..era sbagliato, forse,fin dall’inizio.Per il resto preferirei non partecipare alla carneficina che mi riguarda.Un abbraccio

  7. Ciao Sol, riesci sempre a strappare un sorriso ! ero li’ che leggevo seriamente , riga dopo riga con interesse, quando mi ritrovo a ridere per i pidocchi ! Bel pezzo , ironico, belle foto . Ciao

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