Il mio XXI secolo

by Valentina

Può sembrare strano, ma non ho particolari lamentele nei confronti del millennio in cui siamo entrati da una decina d’anni; forse perchè credo che anche gli eventi più brutti mi siano potuti servire d’esperienza, o forse perchè non sono abituata a piangere sul latte versato: quello che è successo è successo, stop, si va avanti a testa alta.

Questi anni credo siano stati il primo periodo cruciale della mia vita, dato che nel 2000 di anni ne avevo undici. Nel giro di quattro anni ho perso quattro nonni, un prozio a cui ero legatissima e una sorta di governante che era ormai una di famiglia, ho frequentato le medie, il liceo, l’università e mi sono laureata. Qui viene quasi da dire “come passa il tempo!”, ma, quando ci sei dentro, questo tempo sembra non passare mai; non passava quando mi sono ritrovata a vivere le malattie dei miei nonni, non passava quando li assistevo e li aiutavo, non passava quando ho dovuto vivere l’incubo delle scuole medie, un periodo che non mi è piaciuto per niente perchè non ero spensierata e frivola come le mie coetanee, e non passava quando non vedevo l’ora di uscire dal liceo.
Ho avuto qualche ragazzo, ho conosciuto degli amori (uno ancora c’è, l’altro è tornato ad essere un grande amico), ma non ho mai sofferto, questo no, perchè non ho mai lasciato che qualcuno si prendesse gioco di me o mi facesse del male. C’è stato chi mi ha detto che forse sono troppo rigida, ma non m’interessa, come diceva Roosevelt, “nessuno può farti sentire ifelice se tu nnon glielo consenti” (frase che è quasi diventata il mio motto).

Ma tutto questo ha contribuito a farmi diventare quella che sono oggi, una persona che in fondo mi piace, cosa che credo sia una conquista personale, dato che sono io l’unica con cui dovrò convivere per sempre. Ovviamente non ci sono stati solamente problemi, ci mancherebbe, ho avuto tanti momenti bellissimi, ho raggiunto tantissimi traguardi e ho fatto tante cose che mi hanno fatta stare bene.
Una cosa che mi contraddistingue è il mio ottimismo, ed è per questo che non amo guardare agli eventi negativi ma piuttosto a quelli positivi. Preferisco pensare a ciò che in questo nuovo millennio sono riuscita a conservare, invece che a ciò che è cambiato, che ho perso o che non è andato esattamente come volevo. Mi riferisco agli affetti, quelli più profondi, e al mio carattere.

Non sono cambiata poi tanto in questi anni, magari sono cresciuta, sì, ma di base sono rimasta quella che ero: una persona tenace, forte e in certa misura aggressiva. E dal XX secolo mi sono portata dietro una persona senza la quale probabilmente non sarei così: un’amica che è la migliore che si possa avere. Di amici ne ho tanti e me ne sono fatti tanti, ma lei c’è da sempre, da 17 anni ormai e la ringrazio infinitamente di quello che fa. Io non ho fratelli nè sorelle, e neanche lei, quindi è come se fosse stata mia sorella.

Sono ancora giovane, comunque, e chissà quante me ne capiteranno. So benissimo che non è tutto semplice semplice, che ci saranno cose che proveranno a schiacciarmi, in futuro, ma io sono qui, le aspetto tutte con lo stesso spirito di questi ultimi anni. Vediamo chi la vincerà!

6 pensieri su “Il mio XXI secolo

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