L’amico

by arthur

  • Primo piano cancello che si apre e la macchina che entra –
  • Figura intera, Gianni appena sceso dalla macchina. Zummata lenta figura di tre quarti, Gianni si avvia alla fontanella, prende la canna per innaffiare, si guarda intorno –
  • Arriva Terri scodinzolando –
  • Gianni lo accarezza e in silenzio si avvia verso il prato –
  • Primo piano Anto nello specchio del bagno, si rassetta i capelli, posa il pettine si gira verso la porta e l’apre.
  • Si avvia verso la scala e canticchia.
  • Milla sale le scale e le va incontro –
  • Anto si china leggermente – primo piano Milla che le fa le feste –
  • Carrellata con primo piano laterale Terri che cammina  –
  • Carrellata con primo piano laterale Milla che cammina –
  • Carrellata con primo piano laterale gambe di Gianni che cammina insieme al Terri
  • Carrellata con primo piano laterale gambe di Anto che cammina insieme alla Milla

No, non sto dando i numeri, questo è l’inizio di una sceneggiatura che avevo scritto credo nel 2000, per raccontare con un cortometraggio una giornata al lago tra amici e ovviamente, i protagonisti principali non potevano che essere Anto e Gianni e gli amici… tutti noi.

La storia iniziava così, perché così erano loro e ricordo anche le risate che avevamo fatto mentre giravo alcune di queste scene: Gianni che camminava come il Terri, Anto, che camminava come la Milla.

Fantastico!

I loro tempi, la loro storia, che in questi anni si è, senza rendercene conto, mescolata alla nostra, quasi una naturale conseguenza, ma senz’altro un passo che dopo l’altro abbiamo fatto insieme.

L’amico…e, discutendo tempo fa proprio con lui, Gianni, gli dicevo:

“ …si puoi dire, onestamente, di provare un sentimento di amicizia uguale nei confronti di tutti?
L’amico mio del cuore è sempre nei mie pensieri, nel bene e nel male, accetto di lui le sue prerogative negative, apprezzo di lui la sua parte migliore, con lui condivido alcuni miei pensieri nascosti, alcune delle pene che mi affliggono, momenti gioiosi e spensierati, litigo, discuto, mi arrabbio, ma allo stesso tempo, rido con lui e ci sto bene.

Gli altri amici, ugualmente amici, provo dei sentimenti diversi nei loro confronti, anche con loro condivido molto ma, solo in maniera più spicciola, meno profonda e, non potrebbe essere diversamente, o per lo meno non è sempre possibile il contrario.
Forse siamo inclini a trasformare le nostre necessità di dare ma soprattutto di avere affetto, in moneta sonante, però mi concedo un forse grande quanto un casa e magari di più.

Forse, forse, forse…

Per quanto mi riguarda, non do disponibilità per pretenderla, non do comprensione e amore per riceverlo.

Sono disponibile indipendentemente da tutto questo; gli altri… è un loro problema.

Nell’amore c’è egoismo, può darsi, ma allora, vogliamo ammettere che un po’ di sano egoismo non fa poi tanto male?
L’unica cosa che chiedo è chiarezza e, quando non l’ottengo, ne traggo le dovute conclusioni.
Ho imparato ad accettare le persone per come sono e, se decido di viverci insieme, vuol dire che va tutto bene. Ho avuto tanti amici nella mia vita, ma, sono solo pochi che ricordo veramente con affetto.

Vogliamoci tutti bene, che grande fesseria!!!

Rispetto e considerazione, lo dono a tutto il mio prossimo, rispetto, amore, devozione, lo dono, ahimè, solo a pochi.
E tutto questo non c’entra nulla con la meritocrazia.

Caro AMICO, (ho concluso…) del cuore, dell’anima, di quello che vuoi tu, per te, per voi, Anto, Gianni, non riuscirei a provare dei sentimenti uguali a tutti gli altri, non siete diversi, né migliori né peggiori, siete voi e nei miei pensieri c’è un cantuccio riservato che vi appartiene.

Impariamo a comunicare, anche a dirci come stanno realmente le cose, senza paura e senza pudore, se per te è diverso, pazienza; quel cantuccio rimarrà sempre e nulla potrà portarlo via.”

Sono nel frattempo passati quindici anni e per tutta una serie di motivi, questa amicizia ultimamente si è, come dire, consumata, ha perso cioè la voglia di ragionare con il cuore, lasciando così libero spazio al cervello.

Conclusione persino banale, se mi fermo un attimo a pensarci, così come banale è la fine di tutte quelle cose in cui si è creduto, perché quando finisce un amore, un’amicizia, qualcosa fa sempre male.

Ma forse è la vita che è così, e questo XXI secolo, di cose finite ne ha viste tante e quindi… maddai, c’è sempre un modo per ricominciare, giusto?

Quel “cantuccio riservato” è ancora lì, e allora, sotto a chi tocca.

7 pensieri su “L’amico

  1. Io credo che nella nostra vita evolviamo come persone, a seconda delle esperienze che facciamo e di quanto maturiamo la nostra interiorità. E’ un arricchimento, ed un cambiamento lento e graduale ma inevitabile in alcuni di noi.
    E’ ovvio che ad un certo punto l’intimità con certe persone viene meno, perché siamo diversi e ci riconosciamo in altri, nuovi amici.
    Personalmente preferisco questo al cristallizzarsi di certe persone che conosco che continuano, quasi a 60 anni, a frequentare gli amici delle elementari e del liceo!

    • @ Blandina: sai, dentro di me mi sento un po’ zingaro, per aver vissuto in tanti posti, da giovane e da meno giovane, per aver avuto tanti amici. Sono andato via dalla Sicilia che avevo 16 anni, le scuole, il liceo, l’università, l’ho fatte un po’ e un po’, percorrendo l’Italia come un commesso viaggiatore, tant’è che ad un certo punto, nonostante la mia proverbiale adattabilità, ne avevo le tasche piene. Insomma, ci si abitua a tutto, ma sempre meno, immagino, ad abbandonare ciò che si ama.

      Ma non è che crescendo le cose siano migliorate, anzi, la mia vita sentimentale è stata abbastanza, diciamo così, tormentata e di conseguenza, gli amici andavano e venivano a seconda dell’epoca che mi “attraversava”.

      Sto esagerando, ovviamente, ma come sempre succede, scherzando si dice sempre un po’ di verità. Gli amici, quelli veri, sono sempre un bene incalcolabile, con loro, pochi, pochissimi a dire il vero, si cammina sulla stessa lunghezza d’onda e quando capita magari per stupidi motivi di perderne uno, a fatica si riesce a risalire la china, perché una parte di te se ne è andata con lui. E’ così con un amore, è così con quello che pensavi fosse un vero grande amico. In questo sono molto tradizionalista, quella parte di me un po’ Sicula che crede ai rapporti veri, per mia fortuna non mi ha mai abbandonato e quindi è inevitabile questa conclusione.

      Personalmente non amo cristallizzarmi sulle cose scontate, tra l’altro gli amici del liceo o dell’università li ho persi da tanto e quindi in questo senso, non corro nessun pericolo, ma l’evoluzione preferisco pensarla come un qualcosa che mi faccia crescere ed anche con un amico di vecchia data ciò può succedere.

  2. Anch’io ho cambiato amicizie, da sposata ero legata a coppie di amici,poi da single di ritorno,sono stata costretta a non frequentarli per non creare imbarazzo tra le donne che erano di natura gelose del loro uomo.E inutile dire che,ipocritamente,qualcuna si è anche lamentata!Così è la vita,la ruota gira,la personalità si evolve e giocoforza si fanno scelte diverse.Quest’epoca non è improntata sulle “lunghe intese” i nostri genitori hanno sofferto insieme periodi di guerra e per loro l’amicizia era il loro tesoro nascosto..oggi è un’altra storia!

  3. Proprio ieri sera avevo intenzione di scrivere qualche cosa sull’amicizia, qualche mia considerazione, ma poi ho dovuto fare altre cose e non ho più scritto niente. Chissà, magari lo farò prima o poi…

    • @ Patrizia: questo articolo l’ho scritto per The best, riprendendo alcune considerazioni amare che avevo fatto qualche mese prima della pubblicazione. Non è mai bello quando un’amicizia finisce, qualunque siano i motivi, se poi scopri di non aver mai avuto delle spiegazioni in merito, è ancora peggio.
      Ma considerazioni a parte, con le mie parole, avevo “dimostrato” a quei due signori l’affetto che provavo nei loro confronti. Dopo quindici anni, peccato!

      La storia è lunga e complessa, meglio lasciar perdere.😉

      Scrivi il tuo pezzo, lo leggo volentieri.
      Ciao.

      • E’ proprio perché leggendo questo tuo pezzo che ho pensato a quello che volevo scrivere io, rispecchia molte cose purtroppo. Lo farò appena ho un attimo libero, sono incasinata da matti con il lavoro ufff

  4. io il cantuccio lo vorrei…da dividere con altre persone…che se son brave per me…può essere che lo siano anche per te.
    M’hai messo addosso u certo non so che… ma meglio non potevi scrivere.
    un bacio a tutti

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