TB.#1_ percorsi

 

Percorso di Luce

by Monica

Era un giornata di pioggia e la pioggia scendeva copiosa sui tetti della città. I palazzi sembravano bassi e tozzi in quel mondo di pioggia. Grigio, il colore del cielo. Grigio, il colore dei palazzi che sembravano muti. Un pino ondeggiava al vento e sembrava triste in quel grigiore di cielo e palazzi. Una voce sottile mi chiamava, ma io ero sorda a quel richiamo.  Il ticchettio della pioggia copriva quella voce.

In una giornata di pioggia apparve uno specchio dinanzi a me. Ero uno specchio antico, come quelli che si vedono nei vecchi film romantici e strappalacrime, con dame abbigliate in vestiti sontuosi. Non era uno specchio qualsiasi. Non rifletteva l’immagine del mio volto, ma l’immagine della mia anima.

In una giornata di pioggia io e quello specchio iniziammo un percorso di luce. Ogni volta che cadevo nella mia folle corsa verso me stessa lo specchio rifletteva luce e speranza. L’energia pulsava forte dentro di me e io dovevo solo capire come utilizzare tutta la mia energia e nel disperderla nel vuoto. Dovevo proteggermi da parassiti che me la volevano portare via.

I silenzi non erano momenti di tenebra, ma occasioni per ritrovare sé stessi. I silenzi erano occasioni per riconciliarsi con la propria anima. Il voler fermarsi del proprio corpo non era il sopraggiungere della pigrizia, ma il bisogno del proprio corpo di riconquistare una nuova energia. La malattia non era una condanna divina, ma un segnale mandatoci dal nostro corpo che qualcosa non andava.

Quella giornata di pioggia è ormai lontana, ma sempre presente dentro di me, nel mio corpo e nella mia mente. Io e quello specchio ne abbiamo fatta di strada, in giorni di pioggia e giorni di sole. Il sorriso è sempre stato con me, anche se a volte una lacrimuccia faceva capolino.

Un giorno quello specchio mi disse:”La luce brilla forte dentro di te, basta tirarla fuori” e oggi io mi sento Luce. Il mio specchio mi chiamò Luce il primo giorno che apparve dinanzi a me. Oggi anch’io vedo quello che lo specchio vide in quel lontano giorno.

La strada verso sé stessi è dinanzi a noi. Quando pensi di esserti raggiunto ecco che il lungo viaggio inizia. “I pezzi del puzzle diventano immagine e volano via lasciando la loro sintesi, è l’impermanenza dei granelli di sabbia di un mandala, è il gioco della vita e se giochi vivi”

Ora la paura non c’è più. L’aria si fa tiepida e il cielo diventa azzurro. Non ci sono nuvole all’orizzonte. Le nostre voci sono vicine. La nostra energia cresce.

Luce ritrovata

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